20/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Storico accordo con il Perù che conferisce alla Bolivia l'utilizzo per 99 anni del porto di Ilo. La Bolivia aveva perso il tratto di costa nel 1884 in seguito alla sconfitta nella Guerra del Pacifico

Dopo anni di discussioni e incontri fra i governi di Bolivia e Perù, per trovare un possibile accordo sullo sbocco verso il mare per La Paz, la conclusione, positiva, della vicenda è arrivata.
Martedì 19 ottobre il presidente boliviano Evo Morales e il suo omologo peruviano Alan Garcia, hanno sottoscritto un accordo, il "Bolimar", che consentirà alla Bolivia l'utilizzo del porto peruviano di Ilo, nel sud-est del Perù. Questo per facilitare lo sviluppo economico della Bolivia anche attraverso il trasporto marittimi.
Lo sbocco verso il mare era stato perso da La Paz al termine della "Guerra del Pacifico" (1879-1884) dove si scontrarono Perù, Bolivia e Cile.
Il progetto e le richiesto boliviane al Perù risalgono al 1992, quando i due Stati firmarono un accordo che a tutti gli effetti non fu mai posto in essere per via delle relazioni traballanti fra i due paesi. Per La Paz l'accordo siglato ieri è da considerarsi storico: dalla fine della guerra, infatti, non è passato anno in cui la Bolivia non abbia fatto richiesta di ottenere uno sbocco verso l'Oceano.

In sostanza l'accordo prevede che la Bolivia possa utilizzare per i prossimo 99 anni il porto di Ilo, facendo partire e attraccare imbarcazioni commerciali. Inoltre, prevede facilitazioni per giungere fino alla zona del porto e per tutta la durata del contratto La Paz otterrà anche lo sfruttamento di un'ampia zona di costa che verrà utilizzata come area turistica e sportiva. "A questo punto l'unica cosa che ci manca davvero è la sovranità marittima. Anche se sappiamo bene che questa decisione non ricade sotto la responsabilità del Perù, questo accordo apre le porte del commercio mondiale per il nostro Paese" ha detto il presidente Morales che ha aggiunto: "L'accordo con la Bolivia sullo sbocco verso il mare è giunto grazie alla volontà ferrea del governo di Lima e del popolo peruviano". Anche il presidente peruviano Garcia è d'accordo con Morales. "Questo accordo pone fine e anni di discussioni. Con la firma mettiamo in evidenza la feconda amicizia fra i nostri popoli. Adesso per i nostri Paesi".
Con la sigla sul Protocolo Complementario y Ampliaorio de Cooperacion si mette fine a una tappa lunghissima e difficile delle relazioni bilaterali e si apre un'opportunità storica di cooperazione. Anche perché i due Stati hanno già confermato di voler continuare sulla strada della cooperazione nei settori della politica internazionale, dello sviluppo economico e sociale in difesa della sicurezza culturale delle popolazioni indigene che vivono all'interno di Bolivia e Perù e difendendo i diritti dei migranti. Un esempio da seguire, insomma.

I materiali che La Paz deciderà di esportare, soprattutto quelli ricavati dal settore minerario, potranno salpare dal porto di Ilo con costi molto inferiori rispetto al passato. Con i nuovi investimenti e una maggiore produzione la Bolivia potrà sviluppare il suo settore commerciale come mai era riuscita a fare in passato. Ma anche la zona peruviana del porto di Ilo troverà nuova linfa dalla presenza boliviana. Sono già allo studio infatti nuove infrastrutture per ospitare le attività economiche connesse all'arrivo boliviano. E che non riguardano solo l'ampliamento della struttura del porto.
L'accordo fra le parti prevede, ed è la prima volta che accade, entrambi i paesi possano approvvigionarsi delle acque dei fiumi che scorrono all'interno dei due territori in modo sostenibile per aiutare lo sviluppo delle popolazioni rurali. In più, anche le acque del Lago Titicaca resteranno condivise e solo i due stati potranno sfruttarle.
Infine, anche le due forze militari navali firmeranno entro 90 giorni alcuni accordi che in linea di massima prevederanno che i la forza navale boliviana possa navigare in acque peruviane con finalità di cooperazione.
Entro i prossimi 4 mesi i rappresentanti degli organi di governo dei due paesi si incontreranno per lo studio di un mercato comune che costituisca l'ambito delle relazioni di amicizia, integrazione economica e sociale.

Alessandro Grandi

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