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La macelleria dei Balcani. Una
delle caratteristiche delle guerre moderne è che non
finiscono mai. Un tempo, come ci ricordano i libri di storia, dopo
che gli eserciti avevano finito di massacrarsi in zone per lo più
disabitate o comunque lontane dai centri abitati, si firmava un
accordo di pace e la vita continuava.
Lettere d'amore. L'idea
è venuta cinque anni fa a due registi olandesi, Katarina Rejger e
Eric Van der Broek. Se non riesci a trovare qualcuno che cerchi, non
puoi che rivolgerti al grande comunicatore dei nostri tempi: la
televisione. I due registi si sono allora messi a girare tutte le ex
repubbliche yugoslave fino alle contrade più sperdute.
Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Serbia-Montenegro, Croazia, Macedonia e
anche il Kosovo, tutte le strade della memoria sono state
percorse dal furgoncino dei due olandesi. Alla ricerca di storie da
registrare in forma di appello. C'è chi cerca
qualcuno per chiedergli il perchè di un comportamento durante
la guerra, altri che cercano il familiare o l'amico scomparso, o chi vuole sfruttare
l'occasione solo per chiedere scusa. Alla
fine i due avevano raccolto una ventina di 'videolettere', ognuna di
25 minuti. Così, il 12 maggio scorso, per la prima volta
dopo la disgregazione della Yugoslavia, tutte le reti dei Balcani
trasmettevano lo stesso programma.
Ricominciare. Così
è successo che il musulmano Emil ha finalmente potuto chiedere
a Sasa, un serbo che prima della guerra era il suo migliore amico,
come abbia potuto entrare nelle milizie armate. E Sasa ha potuto
spiegargli che non ha fatto nulla, che lui proprio non ha nulla a che
fare con gli assassini. Marija, profuga serbo-kosovara, ha potuto
lanciare un appello per riitrovare Jelena, la sua migliore amica
persa durante i bombardamenti del 1999. Haifa, bosniaca che aveva
affidato il suo bimbo disabile all'amica serba Ivana, ha lanciato
assieme a lei un appello per ritrovare il piccolo rapito durante la
guerra. Un concentrato di emozioni forti, dolore e voglia di
ricominciare a vivere. Lasciandosi finalmente alle spalle le tragedie
del passato. Il programma ha avuto un grande successo e andrà
avanti, grazie anche all'aiuto di testimonial importanti che si sono
offerti volontari: sportivi, artisti e politici di tutte le ex
repubbliche yugoslave. Inoltre sul sito dell'iniziativa,
Videoletters.net, è possibile vedere i videomessaggi e
lasciarne di nuovi. Anche perchè il furgoncino della
riconciliazione non si ferma e continua a percorrere le strade di
quella terra martoriata, a raccogliere storie e ad aiutare la gente a
parlarsi.Christian Elia