18/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



In una galleria di Tel Aviv: "Compito dell'arte è raggiungere aree che possono essere state rimosse dal pubblico"

Una fedele riproduzione dell'ex premier Ariel Sharon mentre giace in un normale letto di ospedale, collegato a macchinari medici che in una stanza del tutto vuota emettono rumori soffusi.
Un'installazione esposta in una galleria d'arte di Tel Aviv che suscita enormi polemiche in Israele.

La statua, realizzata dallo scultore Noam Braslavsky, si basa su informazioni da lui raccolte sulle condizioni fisiche di Sharon, che da quattro anni è ricoverato in un padiglione riservato di un ospedale di Tel Aviv.
"Ho appreso che tiene gli occhi aperti e che non ha perso peso, e ho preparato la statua di conseguenza", ha spiegato l'artista.

Secondo la direttrice della galleria che ospita l'opera d'arte, Renana Kishon, "compito dell'arte è raggiungere aree che possono essere state rimosse dal pubblico" [...] In Israele non c'è nessuno che almeno per una volta non abbia cercato di immaginarsi quale sia oggi l'aspetto esteriore di Sharon".

L'installazione ha però suscitato la reazione indignata del partito Kadima, fondato da Sharon nel 2005. "Si tratta di una opera cinica, escogitata a fini pubblicitari", ha detto la parlamentare Ronit Tirosh.
Omri Sharon, uno dei figli dell'ex premier, ha detto a sua volta di non avere alcuna intenzione di presenziare all'apertura della mostra (fra alcuni giorni), a cui è stato invitato.
Nelle settimane scorse analoghe polemiche erano nate quando diversi artisti si erano esibiti con variazioni sul tema "Avigdor Lieberman", ossia sul ministro degli Esteri che guida il partito di destra radicale Israel Beitenu.