13/05/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Un reality show della televisione americana ABC mette in palio un bambino
Il programma "Be my baby"Esiste un programma televisivo negli Stati Uniti, trasmesso dall’emittente ABC, che ha suscitato reazioni a catena anche fuori dagli States. Il programma si chiama “Be my baby” ed è un reality show. “Be my Baby” è iniziato il 30 aprile 2004. Fin qui nulla di strano, se non fosse che il premio del gioco è un bambino in carne e ossa. Non era impossibile immaginare che nei reality show, che tanto successo stanno riscuotendo sul pubblico mondiale, si potesse arrivare a cose stravaganti ma addirittura mettere in palio un bambino è un’idea di cattivo gusto. Il gioco prevede che Jessica, una ragazza statunitense di sedici anni, debba decidere a chi affidare il bambino che ancora porta in grembo.

Nonostante tutto lei avrà un ruolo nella vita del bambino. Lo scopo degli sposi in gara che partecipano al gioco è quello di arrivare alla fine ed essere la coppia che Jessica sceglierà per accudire il bimbo. Le varie coppie devono cercare di convincere la ragazza che loro sarebbero la famiglia giusta, la coppia migliore, per il piccolo. Jessica vorrebbe tenere il bambino ma i famigliari, soprattutto i genitori non ne vogliono sapere. Ma non si capisce perché. Con il contributo fondamentale di un’agenzia di adozioni , Jessica e suoi genitori hanno selezionato le cinque coppie che si daranno battaglia nel gioco. Le cinque coppie selezionate hanno notevoli differenze fra loro. Ad esempio Kare e Ted sono sposati da dieci anni e hanno un figlio di otto. Loro figlio vuole un fratellino perché quello che era in procinto di nascere è nato morto. Steve e Ketty hanno un figlio adottivo e ne vorrebbero un altro.

La conduttrice Barbara Walters Tina e Daniel non possono avere figli. E’ anche l’unica coppia in gara che non ne ha. Steve e Joice sono la coppia più anziana in gara, hanno già adottato un bambino dalla stessa agenzia. Quale sarà la decisione di Jessica? Chi preferirà fra le coppie in gara? Difficile stabilirlo ragionando sul programma con una certa lucidità. La protagonista del reality show, Jessica, fa sapere “ E’ probabilmente la decisione più difficile che dovrò affrontare nella mia vita” . Jessica ammette di avere ancora dei grandissimi dubbi sulla decisione; teme di non avere il coraggio, una volta nato il bambino, di lasciare suo figlio. Secondo un recente studio condotto negli States da alcuni esperti in materia, circa il 30 per cento delle ragazze madri decide liberamente di tenersi il bambino una volta che lo hanno messo al mondo. Il reality di ABC ha scatenato una serie di proteste in tutto il mondo.

La rete televisiva Abc , che ha visto calare in maniera vertiginosa i suoi ascolti – infatti adesso è al quarto ed ultimo posto nella speciale classifica dopo i network Nbc, Cbs e Fox - ha ammesso di avere pubblicizzato il reality show sull'adozione in maniera errata, non tenendo conto delle reazioni del pubblico. L’intento degli autori era quello di poter aprire una “finestra televisiva” sui meccanismi e sugli aspetti umani delle cosiddette “adozioni aperte”. Negli Usa i commenti meno feroci su questo reality sono stati quelli di Jane Braverman che nel suo programma radio ha detto che “ la rete televisiva ABC ha raggiunto un punto basso nella sua esistenza, speculando sulle adozioni dei bambini per fare audience”. La stessa agenzia di adozioni che ha partecipato, come protagonista, alla realizzazione del programma, ha fatto sapere che non era nel loro interesse trasformare l'evento televisivo in una trasmissione di intrattenimento.

In Italia ad esempio l’associazione amici dei bambini (Ai.Bi.) ha fatto sapere di volere intraprendere un’azione legale tramite un esposto alla corte di Strasburgo, per arrivare ad una soluzione. Nel comunicato emesso dall’ufficio stampa di Ai.Bi. si fa sapere che “…la trasmissione è in contrasto con i diritti fondamentali della persona, protetti dalla Convenzione europea dei Diritti dell’uomo e del cittadino, nonché dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia dell’Onu”. L’esposto è diretto ad ottenere una pronuncia preventiva dell’Alta Corte Europea che eviti: - la possibilità che simili trasmissioni siano prodotte anche in Europa - essendosi determinata la violazione delle suddette Convenzioni, che la stessa Corte eserciti le necessarie pressioni sull’Onu e sulle Autorità americane competenti, perchè siano presi severi provvedimenti nei confronti del network televisivo e affinché la trasmissione non sia trasmessa né si ripeta.

Ma in considerazione del fatto che "the show must go on" tutti gli States hanno assistito alla scena, squallida, che vede la firma della giovane mamma in lacrime che rinuncia alla potestà genitoriale.

Alessandro Grandi 
Categoria: Costume, Media
Luogo: Stati Uniti