14/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Calano i nuovi arruolati, i reclutatori si innervosiscono. E tornano sui banchi
Marines in parata. Il corpo scelto non trova uomini a sufficienza da 4 mesiCon una guerra interminabile dall’altra parte dell’oceano che finora è costata la vita a oltre 1.600 soldati, non è facile convincere i ragazzi statunitensi ad arruolarsi. I reclutatori dell’esercito, ragazzotti che vanno in giro per le scuole e le università prospettando fantastiche carriere militari e borse di studio facili, se ne stanno accorgendo a loro spese. Ognuno di loro ha un obiettivo mensile minimo da raggiungere, e se non ce la fa deve risponderne ai superiori. Negli ultimi mesi alcuni di loro sono stati denunciati per aver tampinato potenziali obiettivi in modo troppo aggressivo. Così, di fronte al progressivo calo degli arruolamenti nel 2005, i comandi dell’esercito hanno deciso: fermi tutti, qui ci vuole un aggiornamento professionale. Sabato 20 maggio le operazioni di reclutamento in tutti gli Usa saranno sospese. In quel giorno circa 7.500 reclutatori torneranno sui banchi per imparare ad essere più suadenti, ma senza dimenticare le buone maniere.
 
Due reclutatori dell'esercitoSotto pressione. “E’ una reazione a una combinazione di eventi in varie città del Paese – ha detto un ufficiale intervistato dallo Houston Chronicle –, non c’è un episodio in particolare che ha portato a questa decisione”. Secondo Joseph Curtin, un portavoce dell’esercito, le 24 ore di pausa offriranno ai reclutatori un giorno “per concentrarsi su come portare a termine una missione molto dura senza infrangere le regole disciplinari”. Perché i casi di reclutatori che perdono la testa di fronte al calo dell’interesse dei giovani stanno aumentando. In aprile un sergente di Houston ha minacciato di arresto uno studente ventenne se non si fosse presentato al centro di reclutamento il giorno successivo. In un altro episodio un reclutatore ha fornito dosi di lassativi a un potenziale nuovo soldato evidentemente troppo robusto, per aiutarlo a perdere peso e superare così le visite mediche in caserma. Un altro ha suggerito a un ragazzo alcuni modi per mascherare le tracce di droghe nel sangue, sempre in previsione di una visita dell’esercito. A uno studente delle superiori di Denver è stato proposto di fabbricarsi da solo un diploma falso. E in Ohio due genitori hanno denunciato il reclutamento del figlio con problemi mentali.
 
I campus delle università e delle high school sono i luoghi più battuti dai reclutatoriIl calo delle reclute. “Questi reclutatori ti psicoanalizzano e fabbricano una storia apposta per te – ha scritto su Village Voice un ex marine che ora fa campagna contro il reclutamento –. Hanno una quota da raggiungere, e se non ce la fanno sono cavoli loro. Farebbero di tutto per farti arruolare”. Il loro nervosismo si spiega con gli scarsi risultati dell’ultimo periodo. Da febbraio l’esercito Usa non è mai riuscito a raggiungere i suoi obiettivi di reclutamento mensili. In particolare, il mese di aprile è stato un fallimento completo: si sono arruolati solo in 3.821 contro i 6.600 sperati, il 42 per cento in meno. Partendo dal primo ottobre 2004, l’esercito è indietro del 15 per cento rispetto ai suoi obiettivi annuali. E il trend negativo ha colpito anche il corpo scelto dei Marines, che per il quarto mese consecutivo non è riuscito a trovare un numero sufficiente di reclute.
 
Le forme di resistenza. Il declino del fascino dell’uniforme ha sicuramente a che fare con la crescente impopolarità della guerra in Iraq. Ma anche le prime forme organizzate di resistenza al reclutamento probabilmente stanno avendo un effetto. L’attività dei cosiddetti “contro-reclutatori” si è diffusa negli ultimi mesi, alle volte fino a sfiorare lo scontro nei campus tra i pacifisti e i soldati a caccia di studenti. In marzo gli attivisti hanno lanciato una “settimana nazionale di resistenza” in occasione del secondo anniversario della guerra. Anche le famiglie si sono date da fare. Già nel febbraio 2004 in California è nata l’associazione Parents Against Military Recruiting on Our Campuses, e l’esercito sta studiando una campagna pubblicitaria diretta proprio ai genitori. L’esercito Usa è sotto forte pressione in Medio Oriente e ha continuo bisogno di nuovi uomini. Se del conflitto in Iraq non si vede ancora la fine, la guerra interna per mandare forze fresche al fronte è appena cominciata.

Alessandro Ursic

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