stampa
invia
"Se la maggioranza dei sudanesi del Sud vorranno separarsi dal Nord, allora noi non ci opporremo", ha dichiarato Ali Karti, ministro degli Esteri sudanese oggi ad Ankara. Le sorti del Paese verranno decise con il referendum del 9 gennaio nel quale la popolazione del Sud, prevalentemente cristiana e animista, dovrà decidere se staccarsi dal Nord musulmano. Secono il ministro le questioni in gioco sono molte: le sorti dei pozzi petroliferi, il futuro dei sud-sudanesi che vivono al nord, la spartizione di terre contese e l'ingente debito del Paese.
L'esito della consulatazione sembra scontata e la popolazione del Sud si sta già preparando all'indipendenza. Il problema è se il Khartoum, al di là delle dichiarazioni, renderà effettivamente possibile il voto. "Nonostante il nostro impegno per l'accordo di pace, noi non accetteremo un'alternativa all'unità", ha detto ieri al-Bashir al parlamento, senza specificare però la sua reazione nel caso in cui vincesse il "sì". "Se si dà al sud la libertà di scelta in elezioni libere e trasparenti, l'unità sarà la scelta più probabile", ha dichiarato poi il presidente.
Il Sud Sudan però non resta a guardare. Carichi di armi sono giunti a Juba per armare le milizie del Movimento di Liberazione del Popolo del Sudan, in guerra con Khartoum dall'indipendenza del Paese. Salva Kiir, presidente del Sud, aveva chiesto nei giorni scorsi il dispiegamento dei caschi blu lungo il confine per evitare violenze. La richiesta era stata comunicata ai componenti di una delegazione del Consiglio di Sicurezza Onu, guidata dall'ambasciatrice statunitense Susan Rice in visita in varie zone del Sudan. L'organo di stampa del partito al potere, il National Congress Party, si era opposto fermamente alla richiesta.
Sulla questione secessionista si era espresso anche Muammar Geddafi. Secondo il dittatore libico il sì al referendum sarebbe una "malattia contagiosa che potrebbe diffondersi in altri Paesi arabi e africani". "Occorre fare attenzione alle conseguenze che possono derivare dalla separazione del Sud Sudan dal resto del Paese". Gheddafi, che si è chiaramente detto "contrario alla secessione", ha poi aggiunto di essere "impegnato a rispettare la volontà di autodeterminazione" dei popoli.