08/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il patriarcato serbo si schiera contro la manifestazione dei diritti gay, in programma per domenica, ma condanna anche eventuali episodi di violenza contro i manifestanti

La Chiesa ortodossa serba dice no al Gay-pride, previsto per domenica, ma anche a qualsiasi atto di violenza contro il colorato carosello. Lo si legge in una nota diffusa questa mattina.

I vertici ecclesiastici si sono pronunciati "contro ogni manifestazione e pubblicizzazione di orientamenti sessuali o di qualsivoglia altro orientamento personale, soprattutto se ciò offende il diritto dei cittadini alla privacy e alla vita familiare, le loro convinzioni religiose e l'inviolabilità della dignità umana".

Allo stesso tempo, consapevole del rischio che la destra nazionalista potrebbe cercare la ribalta attaccando il corteo, la Chiesa ha espresso una condanna preventiva di eventuali disordini o attacchi ai manifestanti. "Ogni tipo di violenza è per la Chiesa sempre inammissibile e questo vale anche per la violenza contro persone o gruppi di persone che, secondo la Chiesa, vanno contro le norme della morale", si legge nel testo che, però, ironizza anche sul nome della manifestazione: "Si chiama "Parata dell'orgoglio", orgoglio di che, ci chiediamo".

 

Categoria: Diritti, Politica, Media
Luogo: Serbia