12/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il vertice dei Paesi arabi e latinoamericani a Brasilia: unione di due culture agli antipodi
LulaArabi e latinoamericani, due mondi, due culture agli antipodi, si  sono incontrati a Brasilia, in un inedito summit politico. Brasilia si è tirata a lucido ed è stata letteralmente invasa da novemila effettivi dell’esercito. Lo scopo era presidiare ogni angolo affinché l’appuntamento dell’anno con 34 delegazioni straniere, fortemente voluto da Lula, riuscisse al meglio.
 
Notti insonni. Duemila arabi sono, infatti, sbarcati lunedì nella capitale brasiliana per rimanerci tre giorni… e altrettante notti.
Sì, perché a preoccupare maggiormente i padroni di casa non è stata tanto l’importanza ufficiale dell’evento, organizzato per unire i due blocchi economico-politici e avvicinarsi a un’alleanza strategica, bensì l’etichetta da rispettare per trattare con un musulmano.
 
Regole da rispettare. Cosa c’è di più lontano dal modo di vivere brasiliano della severa cultura araba? E a tenere in suspence la gente di Brasilia, quella maggioranza povera e semplice che niente o poco sa sui costumi musulmani, è stato proprio quel codice di comportamento. I divieti di bere alcool, di mangiare maiale, di entrare in contatto fisico con una donna in pubblico, imposti dalla sharia, alla vigilia dell'appuntamento hanno occupato la mente di molti. Direttori di albergo che temevano di offendere l’illustre cliente servendo capirinha; ristoratori di Churrasquerias imbarazzati per i loro menù a base di maiale; e tanti locali che, per rispetto, hanno rinforzato il personale contattando camerieri rigorosamente maschi.
Per non parlare dell’imbarazzo di chi nel palazzo del governo federale ha ricevuto la telefonata dell’ambasciatore saudita che avvertiva come, data la carenza di suite reali a Brasilia, la delegazione del cancelliere, il principe Faisal, sarebbe stata dimezzata, ma non sarebbe per niente al mondo mancata all’evento.
 
Chavez, presidente del Venezuela e AbdelazizBouteflika, presidente algerinoOsmosi. Eppure, nonostante i timori, l’incontro fra questi due mondi sembra aver dato risultati sorprendenti. Specialmente a giudicare dalle scorte di cachaça (il liquore tratto dalla canna da zucchero, base essenziale per la capirinha) letteralmente prese d’assalto e ripulite dagli ospiti arabi. Per non parlare delle churrasquerias, apprezzate dalla maggior parte dei delegati, che se ne sono andati in giro per le ampie vie della città mangiando e degustando tranquillamente le ottime vivande brasiliane. Un fiorente colloquio culturale dunque, dove il sorriso carioca ha letteralmente incantato il mondo musulmano, stregandolo per tre giorni.
 
Nelle stanze dei bottoni. Al di là delle controversie, delle discussioni, degli accordi e delle prese di posizione ufficiali, dunque, una cosa è certa i due mondi si sono cercati e si sono addirittura incontrati.
Ma nelle stanze del potere che si è detto?
Innanzitutto è stato preparato un documento finale che consacra il diritto dei Paesi a difendersi dalle aggressioni esterne e condanna il terrorismo. Poi tre richieste ferme e indiscutibili: l’uscita di Israele dai Territori Occupati, la sovranità di Iraq e Palestina senza ingerenze esterne e, infine, la revisione da parte del Regno Unito dei reclami argentini per la sovranità sulle isole Falkland, o Malvinas che dir si voglia.
Chavez e l'emiro del QatarE poi critiche su critiche agli Stati Uniti e alla loro poltica di "prepotenza".  Infine un progetto per il futuro: la creazione di una zona di libero commercio fra Mercosur e i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo: Oman, Arabia, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi e Kuwait, tutti presenti all'incontro con i grandi americani del sud. 

Stella Spinelli

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