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Martedì scorso, il Congresso del Guatemala ha approvato una legge che conferisce facoltà al presidente di concedere l'indulto ai prigionieri nel braccio della morte - una decisione che ha attirato le critiche dei gruppi per i diritti umani, secondo i quali questa legge non farà altro che accelerare le esecuzioni.
La legislazione all'esame del Congresso introdurrebbe l'istituto della grazia presidenziale, spianando in questo modo la strada all'esecuzione dei 10 prigionieri attualmente nel braccio della morte.
Il Guatemala è insieme a Cuba l'unico paese latinoamericano che mantiene la pena di morte, anche se non viene applicata dall'anno 2000.
La disposizione approvata dalla Camera non sarà effettiva sotto l'amministrazione di Alvaro Colom, ma diverrà esecutiva dal 2012, quando ci sarà il passaggio di governo.
La pena capitale in Guatemala non può essere rivolta ai detenuti di sesso femminile, la cui massima pena è di 50 anni di carcere.
Nel Paese sudamericano meno del 10 percento dei casi di omicidio viene risolto, mentre il 60 percento dei detenuti nel braccio della morte in Guatemala è stato condannato per azioni di rapimento (in alcuni casi concluse con la morte della vittima), ed il 40 percento per omicidio.