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Duemilaseicento minatori morti nel solo 2009, troppi per una società che si vuole "armoniosa" e così la Cina corre ai ripari a modo suo. Da oggi, i responsabili dei giacimenti che non scendono nei pozzi con i lavoratori, sono perseguibili per legge. Si spera che accomunare il destino dei "capi" a quello dei minatori serva a migliorare gli standard di sicurezza.
L'ordine arriva direttamente dal premier Wen Jiabao: i manager delle miniere dovranno trascorrere "un po' di tempo" nei pozzi. Misura draconiana e soprattutto simbolica, volta alla ricerca di consenso in un'opinione pubblica sempre più indignata per i continui incidenti mortali.
Le miniere che violeranno la normativa pagheranno tra i 150mila e i 5 milioni di yuan (dai 22mila ai 750mila dollari), cifra che varierà sulla base dell'effettivo verificarsi di sciagure Per i manager responsabili, la multa è compresa tra i 10mila yuan (1.500 dollari) e l'ottanta per cento della loro retribuzione, con annessa interdizione da qualsiasi lavoro di responsabilità.
Negli ultimi anni gli incidenti erano diminuiti per i maggiori controlli del governo, che aveva chiuso molte miniere illegali. Ma nel 2010 i morti sono tornati ad aumentare: 1.261 nei primi sei mesi dell'anno, contro i 1.175 nello stesso periodo del 2009, secondo cifre diffuse dall'agenzia Nuova Cina.
Fatta la legge, trovata la scappatoia. Alcune indiscrezioni parlano già di manager che hanno promosso "assistenti" presi tra gli stessi minatori. Scenderanno sotto terra al loro posto.
L'amministrazione statale per la Sicurezza sul Lavoro ha comunicato che vigilerà su questi casi.
Parole chiave: miniere, minatori, sicurezza sul lavoro, wen jiabao