06/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Finanziata dal Qatar, la città doveva accogliere 40 mila palestinesi, ma per il governo ci sono troppi 'problemi ambientali'

Il governo di Israele ha fermato i cantieri per la costruzione di Rawabi, una città che sarebbe dovuta sorgere non lontano da Ramallah, in Cisgiordania. A stabilirlo è il ministro israeliano per l'Ambiente, Gilad Erdan, che motiva lo stop riferendolo a problemi "legati all'ambiente".

Il politico israeliano esclude che dietro la decisione ci siano motivazioni politiche. "Non bisogna confondere la questione ecologica con quella politica", ha detto durante una intervista radiofonica. "La costruzione di una città può avere conseguenze drammatiche. Bisogna sapere dove scaricano le fognature e dove vanno i rifiuti" ha detto il ministro che in passato si era dichiarato contrario al progetto. "La città sarà costruita, ma questo non deve provocare disastri ecologici alle colonie, ai villaggi palestinesi e ad un corso d'acqua che si trovano nelle vicinanze".

Alla fine dei lavori 40 mila palestinesi dovrebbero trovare casa nella nuova cittadina. I fondi per la costruzione, circa 600 milioni di euro, sono stati finanziati dal Qatar. Nonostante la cittadina sarà costruita su territorio controllato direttamente dall'Autorità nazionale palestinese (Anp) è indispensabile il via libera di Israele per realizzare le necessarie infrastrutture e per l'apertura della strada d'accesso tra la nuova città e Ramallah.