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Nelle battaglie casa per casa come quelle di Falluja, o nelle normali operazioni
di pattugliamento a bordo degli Humvee, migliaia di militari statunitensi rischiano
la vita ogni giorno in Iraq e in Afghanistan. Ma negli ultimi mesi alcuni sono
andati più vicino alla morte di quanto immaginassero, e forse qualcuno di loro
non è mai tornato a casa per raccontarlo. Dallo scorso autunno, infatti, più di
9mila marines potrebbero aver indossato un tipo di giubbotto antiproiettile che un test del
governo aveva scoperto essere difettoso. Ma gli alti comandi hanno ordinato il
ritiro di una parte di queste vesti protettive appena la scorsa settimana, dopo
la pubblicazione su una rivista militare di un’inchiesta sulla vicenda.
Bocciato ai test. Il giubbotto in questione è l’Interceptor, prodotto dalla ditta Point Blank
per il Pentagono. Dovrebbe essere in grado di neutralizzare proiettili da 9 millimetri.
Ma un documento interno del corpo dei marines, pubblicato il 19 luglio 2004 dopo un test su alcuni modelli, lo bocciò senza
appello: “ha dato risultati fallimentari” a causa di “penetrazioni multiple” e
“ho scarsa fiducia nelle sue prestazioni”, sentenziò l’autore del rapporto James
MacKiewicz, un esperto di balistica con 18 anni di esperienza al servizio del
governo. Invece di prestare fede alle raccomandazioni del rapporto, il responsabile
dei giubbotti antiproiettile per i marines – tenente colonnello Gabriel Patricio – firmò alcune deroghe per permettere
la distribuzione ai militari delle protezioni incriminate. C’era bisogno urgente
di giubbotti antiproiettile in Iraq e in Afghanistan, e secondo Patricio quei
test iniziali non erano accurati. Il tenente colonnello decise quindi di sottoporli
a un nuovo esame in un laboratorio indipendente. Questa volta i risultati furono
positivi, e il corpo dei marines acquistò 19mila Interceptor.
Migliaia di giubbotti ritirati. Di questi, circa 10mila non sono mai stati impiegati e giacciono in magazzino.
Ma oltre 9mila vengono usati ogni giorno da altrettanti marines in Iraq e in Afghanistan, mentre – come scrive Christian Lowe, il reporter del
Marine Corps Times che ha indagato sulla vicenda – vengono apertamente rifiutati dai contractor privati che lavorano in Iraq. Dopo la pubblicazione dell’articolo sugli Interceptor,
il portavoce della ditta produttrice ha subito precisato che la Point Blank difende
tuttora il modello di giubbotto, e che “non ha notizia di vittime o feriti a causa
sua”. Ma il corpo dei marines ha deciso immediatamente il ritiro dal fronte di 5.277 dei 9mila Interceptor
in dotazione ai militari, ufficialmente non per motivi di sicurezza ma “per non
far nascere dubbi” tra le truppe. Degli altri 4mila non ha ancora deciso cosa
fare.Alessandro Ursic