04/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Una minoranza degli scioperanti giudica non sufficiente l'accordo raggiunto lo scorso venerdi con il governo

Non è bastato l'accordo raggiunto dopo 82 giorni tra il Governo cileno e i 34 prigionieri Mapuche in sciopero nelle carceri di Concepición, Valdivia e Lebu.

Un gruppo di dieci prigionieri del carcere di Angol continua lo sciopero della fame, dichiarando: "Non ci sono garanzie che non si torni ad applicare la legge antiterrorismo".

La speranza è che si possa dichiarare terminato il conflitto, mentre si attende l'applicazione dell'accordo, affinchè la lotta di queste settimane possa rappresentare un passo verso il riconoscimento che da centinaia di anni il popolo mapuche chiede a gran voce.

Il ministro degli Interni, Rodrigo Hinzpeter, ha rivolto un appello agli indigeni, affermando che in settimana le accuse contro il popolo Mapuche verranno cambiate, grazie alla modificazione della legge anti terrorismo di Pinochet.
Monsignor Ezzati, scelto come facilitatore e mediatore tra il governo e i prigionieri Mapuche auspica che il governo rispetti l'accordo.

Parole chiave: Cile, Mapuche, diritti, legge anti terrorismo
Categoria: Politica
Luogo: Cile