16/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il suo successore sembra un moderato, ma i comandanti radicali ora sono più forti
Sadulayev accanto a MashkhadovA più di due mesi dall’uccisione del leader indipendentista ceceno Aslan Mashkhadov è forse possibile tracciare un quadro della nuova leadership della guerriglia che continua a combattere le forze armate russe e i collaborazionisti ceceni.
Il giovane e semisconosciuto Abdul-Halim Sadulayev, inizialmente indicato come nuovo presidente ‘ad interim’ dalle tendenze ‘estremiste’, sembra invece ormai riconosciuto come successore definitivo di Mashkhadov (almeno fino a quando il popolo ceceno non potrà eleggere liberamente un nuovo presidente) e come continuatore della sua linea politico-militare ‘moderata’. Ma accanto a questo aspetto di continuità rispetto al passato, appare evidente il rafforzamento del ruolo dei due principali ‘signori della guerra’ ceceni, i due integralisti che comandano la guerriglia antirussa sul fronte sud-occidentale, Doku Umarov, e su quello sud-orientale, Shamil Basayev. Sul conto di quest’ultimo, sostenitore del terrorismo contro i civili russi, si sa già abbastanza. Mentre le figure di Sadulayev e Umarov meritano un approfondimento. E qualche chiarimento.

Abdul-Halim Sadulayev Il predicatore. Il nuovo presidente della Repubblica Cecena di Ickeria (denominazione indipendentista della Cecenia) Abdul-Halim Sadulayev, 36 anni, appartiene al clan degli Ustradoi, discendenti dei fondatori di Argun, la sua città natale. Appassionato di studi coranici e sostenitore di una visione radicale dell’Islam (estranea alla tradizione sufi cecena), Sadulayev ha combattuto nella prima guerra russo-cecena del 1994-’96 per poi dedicarsi esclusivamente alla predicazione dell’Islam. Durante il breve periodo d’indipendenza precedente l’inizio della seconda guerra nel 1999, Sadulayev ha tenuto sermoni televisivi e lezioni di religione in tutte le moschee della repubblica. Divenuto mullah della moschea di Argun, si è dedicato al recupero dei giovani alcolizzati e tossicodipendenti, preferendo la vita del predicatore a quella del politico e rifiutando infatti vari incarichi governativi che gli furono proposti dall’allora presidente Mashkhadov. Quando i russi hanno invaso la Cecenia, Sadulayev si è messo a capo della resistenza ad Argun. La moglie di Sadulayev è stata rapita, torturata, violentata e uccisa dai soldati russi. Nel 2002 Mashkhadov lo ha nominato interprete ufficiale della sharìa, la legge cranica, all’interno del governo indipendentista clandestino. E nel 2004 lo ha designato come suo successore in caso di morte. Una scelta dettata, secondo Umar Khanbiev (ex ministro della Sanità del governo Mashkhadov) dall’affinità ideologica che c’era tra i due. Quindi, contrariamente a quanti molti hanno sostenuto, la sua nomina alla presidenza non è stata una manovra orchestrata dall’estremista Basayev per prendere indirettamente il controllo del movimento indipendentista ceceno. Ma, al contrario, una mossa preparata da Mashkhadov per assicurare continuità e contenere la nefasta influenza di Basayev. Nonostante il suo radicalismo religioso, Sadulayev si è infatti subito mostrato un ‘moderato’ sul piano politico. Nei suoi primi messaggi ha affermato che “non ci saranno variazioni di linea politica rispetto al passato” specificando di riconoscere “le convenzioni e le leggi internazionali”, di rifiutare il terrorismo e “qualsiasi forma di violenza contro civili innocenti” e di “rispettare i valori democratici che ispirano molti Paesi del mondo”.

Doku Umarov L’ingegnere. Posizioni, queste di Sadulayev, antitetiche a quelle di Basayev, che ciononostante ha formalmente riconosciuto la sua nomina. Come ha fatto anche l’altro principale signore della guerra ceceno, il barbuto Doku Umarov, che condivide pienamente la visione integralista e fondamentalista di Basayev. Umarov, ex ingegnere petrolifero, è il comandante della guerriglia cecena nei distretti sud-occidentali di Achkhoi-Martan, Urus-Martan e Shatoi. Secondo i servizi segreti russi è in stretto contatto con la rete terroristica internazionale di al-Qaeda e con i Paesi arabi. Recentemente le milizie collaborazioniste filorusse di Adam Delimkhanov, parente di Ramzan Kadyrov, hanno rapito il suo anziano padre, suo fratello, sua moglie e il suo bambino di sei mesi. Intervistato nei giorni scorsi a questo proposito da un giornalista di Radio Liberty, Umarov ha parlato anche di Sadulayev, affermando che il nuovo presidente gode di “un’autorità incondizionata” tra i combattenti “come brillante esperto delle norme della sharìa” e come “uomo dalla cristallina onestà e giustizia”. Come dire: gran rispetto come uomo di fede, ma non come comandate militare. Anche se poi Umarov afferma che tutti i comandanti della Madzhlisul Shura, il Consiglio militare della resistenza cecena, hanno già giurato fedeltà al successore di Mashkhadov. Consiglio che secondo Umarov ha deciso un’importante svolta strategica. “Mashkhadov aveva stabilito che le azioni militari dovevano limitarsi al territorio ceceno. Ma ora l’incremento delle azioni russe contro i civili ceceni ci costringe a portare la guerra anche sul territorio russo. Per questo la Shura sta pianificando azioni su vasta scala fuori dai confini della Cecenia”. Chissà se Sadulayev è d’accordo?
 

Enrico Piovesana

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