01/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



In Ecuador è successa una cosa molto strana. Non si é mai visto un colpo di stato fatto dalla polizia. A commentare Mauro Morbello, cooperante e studioso di America Latina, dove vive da anni

Scritto per noi da
Mauro Morbello
Lima 

 

In Ecuador è successa una cosa molto strana. Non si é mai visto un colpo di stato fatto dalla polizia, mi ricorda la pagliacciata della Guardia Civil in Spagna nell'81. Sono convinto che non si sia trattato di un golpe, anche perché pare che tutti in Ecuador sapessero che l'esercito sarebbe rimasto con il presidente.
Non era neppure una "protesta di categoria"
, perché si fanno in altro modo, magari anche organizzando uno sciopero di poliziotti, ma non tirando in testa al presidente dei candolotti. Una sollevazione nichilista? Si, puó essere, se i poliziotti fossero tutti scemi.
Secondo me si tratta piuttosto di una strategia di logoramento a medio termine. Non piú golpe di alta intensità (l'ultimo tentato contro Chavez nel 2001 è finito in un aborto anche piuttosto ridicolo, mentre ha sortito altri effetti quello in Honduras del luglio 2009), non piú bassa intensità, finanziando partiti, sistemi di potere e telecomunicazioni, ma una nuova strategia di media intnsità, per logorare e mantenere alta la tensione. Logorare anche e soprattutto economicamente: penasiamo ai soldi che ha perso e perderà l'Ecuador per quello che é successo ieri.
Analizzare gli sviluppi futuri sarà fondamentale, ma ieri è successa una cosa molto strana che sarà interessante e utile capire meglio.

Stella Spinelli

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità