30/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente Correa ha definito gli avvenimenti di oggi come un possibile tentativo di colpo di Stato. Secondo il presidente "le proteste di esercito e polizia sono parte di una cospirazione che si sta preparando da diverso tempo".
"E' inamissibile - ha aggiunto Correa -  che le stesse persone che si devono occupare dell'ordine pubblico sparino gas lacrimogeni sul loro presdiente".


Forti proteste questa mattina hanno paralizzato molte strate di Quito e Guayaquil. La polizia ha deciso di protestare per questioni salariali e il caos ha costretto alla chiusura persino l'aereoporto internazionale di Quito. Molti voli nazionali e esteri sono stati cancellati perché la pista è stata occupata da agenti in stato di sommossa. Si tratta di una protesta che rifiuta una riforma legale che eliminerebbe alcuni benefici per le forze di polizia.

Pierpaolo Biagi, responsabile di Terre des Hommes Italia a Quito ha raccontato a PeaceReporter che la polizia ha fatto sciopero e si è sparsa la notizia. Quindi hanno iniziato preventivamente a chiudere i negozi per paura di saccheggi. Che puntualmente si sono verificati specialmente a Guayaquil. "L'areoporto di Quito è chiuso -. racconta - i voli sospesi. C'è un panico generalizzato. Il ministero ha sospeso le lezioni nelle scuole di Quito. I bus hanno smesso di circolare. Il presidente Rafael Correa è andato al quartiere generale della polizia nel tentativo di dialogare ma, inascoltato, si è messo a urlare, si è slacciato la cravatta, sbottonato i primi due bottoni della camicia e ha detto: 'Se volete tradire la vostra patria, fatelo. Se volete occupare le stazioni di polizia, fatelo. Se volete ammazzarmi fatelo. Ma io non faccio un passo indietro'. E qualcuno gli ha buttato contro una bomba carta".

Ha quindi raccontato che la gente sta scendendo in strada per manifestare appoggio al governo. E adesso inizia il vero pericolo. Perché se qualche poliziotto oserà sparare contro la gente succederà il finimondo. E' comunque un sostegno importante per il presidente. Il sindaco di Quito in piazza grande, di fronte al palazzo di governo, ha appena gridato: vamos a defender la democracia, in diretta radio. Stanno organizzando una marcha". Quindi ha concluso dicendo che la situazione è in divenire e che c'è un grande senso di insicurezza amplificato dai mass media.

Stella Spinelli

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