La marcia dei 12mila Sem Terra verso Brasilia. Una testimonianza

Il primo maggio è partita da Goiania, capitale dello stato di Goias,
la
più grande marcia mai organizzata dal Movimento Sem
Terra. Dodicimila
persone, di ogni età, sia uomini che donne, provenienti
da 23 stati, stanno camminando da giorni per percorrere i 250
chilometri che li separano da Brasilia, dove arriveranno martedì 17 maggio.
L’obiettivo è far pressione sul presidente Luis Inacio Lula da Silva, affinché
imponga al suo governo il rispetto del Secondo Piano Nazionale di Riforma
Agraria approvato nel 2002. Questo prevede che entro il 2006 400mila famiglie
senza terra siano insediate e 130mila ricevano un finanziamento per l’acquisto
di un immobile rurale.
Tutto tace. La stampa brasiliana sta snobbando l’evento, essendosi
limitata a descriverne soltanto l’inaugurazione e dando già i primi segni di
insofferenza con sporadici attacchi su “O estado de Sao Paulo”, il maggior
quotidiano del Paese. Ma, di certo, l´entusiasmo dei partecipanti non è stato
minimamente
scalfito.
Dall'alba al tramonto. Ma com’è la giornata tipo di questa marea di persone che
ogni giorno cammina per ore verso la terra promessa dal Lula? A
raccontarlo è Mario Alemi, dell’equipe di Comunicazione della Marcia nazionale,
che sta vivendo questa esperienza a fianco della Brigata di Itapeva, un gruppo
di senza terra dello stato di Sao Paolo.
“Ci si sveglia la mattina alle 5 – spiega – anche se spesso l´entusiasmo
spinge i più giovani a gridare slogan già dalle 4 e mezza. L´organizzazione è
imponente: mentre i partecipanti si incolonnano, i responsabili
della logistica stanno già smontando gli enormi tendoni-dormitorio, uno per ogni
stato. Un panino con mortadella come colazione e dopo un´oretta
dalla sveglia si parte”.
Tutti insieme appassionatamente. “Sono più o meno 20 i chilometri di marcia a passo normale, senza zaino, che
si percorrono ogni giorno.
Durante il cammino l´audio del Sound System viene diffuso anche attraverso
un radiotrasmettitore installato dall´associazione delle radio comunitarie: ad
ogni
partecipante è stata distribuita una radiolina (senza nessuna
cauzione, ma dovrà essere restituita). Si marcia ininterrottamente per 4-6 ore
e si arriva nel
nuovo accampamento, dove i tendoni sono già montati. Poco dopo arriva il
primo pasto caldo: l´immancabile riso e fagioli con carne e sugo. Per
ogni pasto vengono utilizzate gavette di alluminio,
cucinate 2 tonnellate di riso e 1.8 tonnellate di fagioli, usati 310 litri
di olio e 980 chili di carne (l’equivalente di tre buoi!). A preparare
415 lavoratori volontari. Tutto il materiale viene comprato con
il contributo di ogni gruppo statale, e messo in comune, poi ridiviso
in modo da dare la possibilità ad ogni stato di preparare un pasto il
più vicino possibile ai gusti locali”.
Perché questa marcia dunque? Anche Alemi spiega che si sta
marciando “contro una politica economica vergognosa”, senza
nessun attacco diretto al presidente Lula. “Tutti, o quasi, nel
Movimento sono convinti – racconta - che la direzione presa dal governo
non dipenda
dalla volontà personale del presidente, ma dalle pressioni che questo
continua a ricevere. Sul settimanale brasiliano Epoca, Stedile
sottolinea l´importanza che i due ministri ultra-conservatori, quello
dell´economia Palocci e quello dello Sviluppo Furlan, hanno nelle
scelte di politica economica. Il primo regalando il 12% di
interesse annuo ai cosiddetti
investitori istituzionali (le banche brasiliane annunciano
investimenti record ogni anno, quest´anno un miliardo di euro di
guadagno liquido netto per il Banco do Brasil), il secondo cercando di
mettere il bastone tra le ruote alla politica veramente rivoluzionaria
del Brasile nei confronti del software libero. Per questo la marcia
è importantissima – conclude - il 54 per cento dei brasiliani, secondo
il Movimento, reputa necessaria una riforma agraria come quella proposta dal MST
o quella, leggermente edulcorata, promessa dal PT in fase elettorale.
Eppure
i poteri forti hanno finora impedito a questo governo di mantenere le
promesse
più basilari. Questa marcia, però, sta avendo un effetto notevole: il 5
maggio ad Anapolis, una città di 300.000 abitanti, ho intervistato un
po´ di ragazzi per la città, alcuni pensionati in giro, i lavoratori
del punto internet, alcuni baristi. Tutti si sono dichiarati
favorevoli, tutti hanno affermato
che la lotta del MST è una lotta per riscuotere ciò che Lula ha
promesso,
per migliorare la situazione del popolo brasiliano”.
Continuare a sperare. “La marcia si trasforma in un percorso intellettuale oltre
che fisico: scambiare idee con la gente in cammino, con i
tanti
giovani è estremamente stimolante – conclude Alemi - Sono curiosi, vogliono
viaggiare, le donne sono fortemente critiche riguardo
al machismo che ancora è presente nella base del movimento, si
parla di discriminazione razziale, di politica. Discretamente (non sarebbe
permesso) si beve una birra prima di andare a dormire sull´erba” e si
cerca di continuare a sognare.