11/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La marcia dei 12mila Sem Terra verso Brasilia. Una testimonianza
Marcia del Movimento Senza Terra brasilianoIl primo maggio è partita da Goiania, capitale dello stato di Goias, la
più grande marcia mai organizzata dal Movimento Sem Terra. Dodicimila
persone, di ogni età, sia uomini che donne, provenienti da 23 stati, stanno camminando da giorni per percorrere i 250 chilometri che li separano da Brasilia, dove arriveranno martedì 17 maggio. L’obiettivo è far pressione sul presidente Luis Inacio Lula da Silva, affinché imponga al suo governo il rispetto del Secondo Piano Nazionale di Riforma Agraria approvato nel 2002. Questo prevede che entro il 2006 400mila famiglie senza terra siano insediate e 130mila ricevano un finanziamento per l’acquisto di un immobile rurale.
 
Tutto tace. La stampa brasiliana sta snobbando l’evento, essendosi limitata a descriverne soltanto l’inaugurazione e dando già i primi segni di insofferenza con sporadici attacchi su “O estado de Sao Paulo”, il maggior quotidiano del Paese. Ma, di certo, l´entusiasmo dei partecipanti non è stato minimamente scalfito.
 
Dall'alba al tramonto. Ma com’è la giornata tipo di questa marea di persone che ogni giorno cammina per ore verso la terra promessa dal Lula? A raccontarlo è Mario Alemi, dell’equipe di Comunicazione della Marcia nazionale, che sta vivendo questa esperienza a fianco della Brigata di Itapeva, un gruppo di senza terra dello stato di Sao Paolo.
“Ci si sveglia la mattina alle 5 – spiega – anche se spesso l´entusiasmo spinge i più giovani a gridare slogan già dalle 4 e mezza. L´organizzazione è imponente: mentre i partecipanti si incolonnano, i responsabili della logistica stanno già smontando gli enormi tendoni-dormitorio, uno per ogni stato. Un panino con mortadella come colazione e dopo un´oretta dalla sveglia si parte”.
 
Marcia dei Senza Terra brasilianiTutti insieme appassionatamente. “Sono più o meno 20 i chilometri di marcia a passo normale, senza zaino, che si percorrono ogni giorno. Durante il cammino l´audio del Sound System viene diffuso anche attraverso un radiotrasmettitore installato dall´associazione delle radio comunitarie: ad ogni partecipante è stata distribuita una radiolina (senza nessuna cauzione, ma dovrà essere restituita). Si marcia ininterrottamente per 4-6 ore e si arriva nel nuovo accampamento, dove i tendoni sono già montati. Poco dopo arriva il primo pasto caldo: l´immancabile riso e fagioli con carne e sugo. Per ogni pasto vengono utilizzate gavette di alluminio, cucinate 2 tonnellate di riso e 1.8 tonnellate di fagioli, usati 310 litri di olio e 980 chili di carne (l’equivalente di tre buoi!). A preparare 415 lavoratori volontari. Tutto il materiale viene comprato con il contributo di ogni gruppo statale, e messo in comune, poi ridiviso in modo da dare la possibilità ad ogni stato di preparare un pasto il più vicino possibile ai gusti locali”.
 
Perché questa marcia dunque? Anche Alemi spiega che si sta marciando “contro una politica economica vergognosa”, senza nessun attacco diretto al presidente Lula. “Tutti, o quasi, nel Movimento sono convinti – racconta - che la direzione presa dal governo non dipenda dalla volontà personale del presidente, ma dalle pressioni che questo continua a ricevere. Sul settimanale brasiliano Epoca, Stedile sottolinea l´importanza che i due ministri ultra-conservatori, quello dell´economia Palocci e quello dello Sviluppo Furlan, hanno nelle scelte di politica economica. Il primo regalando il 12% di interesse annuo ai cosiddetti investitori istituzionali (le banche brasiliane annunciano investimenti record ogni anno, quest´anno un miliardo di euro di guadagno liquido netto per il Banco do Brasil), il secondo cercando di mettere il bastone tra le ruote alla politica veramente rivoluzionaria del Brasile nei confronti del software libero. Per questo la marcia è importantissima – conclude - il 54 per cento dei brasiliani, secondo il Movimento, reputa necessaria una riforma agraria come quella proposta dal MST o quella, leggermente edulcorata, promessa dal PT in fase elettorale. Eppure i poteri forti hanno finora impedito a questo governo di mantenere le promesse più basilari. Questa marcia, però, sta avendo un effetto notevole: il 5 maggio ad Anapolis, una città di 300.000 abitanti, ho intervistato un po´ di ragazzi per la città, alcuni pensionati in giro, i lavoratori del punto internet, alcuni baristi. Tutti si sono dichiarati favorevoli, tutti hanno affermato che la lotta del MST è una lotta per riscuotere ciò che Lula ha promesso, per migliorare la situazione del popolo brasiliano”.
 
Bambini dei Senza Terra brasiliani, pronti per mangiare riso e fagioli durante la marcia verso BrasiliaContinuare a sperare. “La marcia si trasforma in un percorso intellettuale oltre che fisico: scambiare idee con la gente in cammino, con i tanti giovani è estremamente stimolante – conclude Alemi - Sono curiosi, vogliono viaggiare, le donne sono fortemente critiche riguardo al machismo che ancora è presente nella base del movimento, si parla di discriminazione razziale, di politica. Discretamente (non sarebbe permesso) si beve una birra prima di andare a dormire sull´erba” e si cerca di continuare a sognare.

Stella Spinelli

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