30/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Paura per le coste messicane in previsione dell'apertura della stagione turistica

Il governo messicano potrebbe ben presto decidere di entrare a far parte del gruppo di firmatari che chiedono un risarcimento alla British Petroleum, la compagna petrolifera responsabile del danno ambientale nel golfo del Messico.
Secondo uno studio, il petrolio fuoriuscito dal pozzo Bp potrebbe giungere e contaminare le coste messicane in un momento importante come quello della stagione turistica che si appresta a partire.
Già all'inizio di settembre ben tre stati messicani, Quintana Roo, Veracruz e Tumaulipas, convinti che la marea nera potesse creare una minaccia per la flora e la fauna locale hanno deciso di intraprendere un'azione legale contro la Bp e le società che hanno in appalto il pozzo. "E speriamo che anche gli altri stati del Paese seguano il nostro esempio" ha detto Enrique Serna, avvocato dell'accusa.
I tribunali Usa hanno già ricevuto almeno 300 denunce presentate da lavoratori che hanno perso il posto di lavoro a causa della marea nera, da dipendenti di hotel delle coste colpite dal petrolio e pescatori impossibilitati a continuare il loro lavoro. I numeri però sono provvisori e sono in molti quelli che credono ce le denunce aumenteranno con il passare del tempo.
Nel frattempo, la Bp ha creato un fondo pari a circa 15 miliardi di euro che servirà per risarcire chi è stato colpito dalla tragedia ambientale.

 

Parole chiave: messico, British Petroleum
Categoria: Ambiente, Economia
Luogo: Messico