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Centri di detenzione troppo pieni e così il governo australiano riprenderà a esaminare dall'8 ottobre, più rigidamente, le richieste di asilo provenienti da Afghanistan e Sri-Lanka.
Sei mesi fa il governo aveva deciso di non accettare più le domande dai due Paesi asiatici perché troppo numerose e nell'intento di approfondire la situazione dei diritti umani in Afghaistan.
Ciò nonostante, il flusso di immigrati non si è arrestato e degli attuali cinquemila profughi nei centri di detenzione temporanea australiani, ben 2248 risultano essere afgani.
Il ministro dell'Immigrazione, Chris Bowen, si è detto convinto che le domande d'asilo a buon fine "saranno inferiori rispetto al passato".
Le nuove misure decise dal governo Gillard arrivano a seguito delle crescenti pressioni di media e opinione pubblica contro lo "spauracchio immigrazione".
Questo, nonostante dagli ultimi dati risulti che la popolazione australiana cresca a ritmo più lento rispetto agli ultimi tre anni, proprio in seguito ad un forte declino nei livelli di immigrazione. Secondo i dati diffusi oggi dall'Ufficio di statistica, alla fine di marzo la popolazione australiana era a quota 22 milioni 272mila, ma il tasso di crescita demografica si era ridotto all'1,8 per cento, contro la punta massima di 2,2 per cento nell'anno precedente.
Nei dodici mesi fino a marzo sono immigrate in Australia circa 241mila persone, un crollo del 37 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti. In compenso ha guadagnato ritmo il baby boom domestico, con un record di 303mila nuovi nati, il 3,1 per cento più dei dodici mesi precedenti. Grazie anche ad un calo dei decessi, la crescita naturale della popolazione, nascite meno morti, è stata del sette per cento più alta di un anno prima. Nell'insieme la crescita annuale rimane però ben al di sopra della media di lungo termine, causando preoccupazione per il sovraccarico sulle infrastrutture, specie nei grandi agglomerati urbani lungo le coste.
Parole chiave: boat people, sri lanka, afghanistan, gillard