29/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli studenti dei collettivi di Milano protestano contro L’Unuci per il programma di educazione militare nelle scuole della Lombardia

Ribellati per la vita, diserta la scuola della guerra. Questo è uno degli slogan gridati da una trentina di studenti che questa mattina hanno fatto irruzione negli uffici dell’Unuci, nel centro di Milano.  Non è molto grande il cortile che ospita la sede degli ex ufficiali in Via Bagutta, e l’esterno è tappezzato di manifesti con questa e altre scritte. Una trentina di ragazzi bastano a riempirlo. Se poi hanno un megafono e dei fumogeni la loro presenza diventa ingombrante: sono gli studenti del coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e provincia, che sono venuti a protestare contro il programma ‘Allenati per la vita’, una delle due parti in cui si articola il protocollo d’intesa tra il Comando militare Lombardia e l’Ufficio scolastico.

L’Unuci è un’associazione che riunisce gli ex militari di tutte le armi dell’esercito e insieme ad altre associazioni, non è l’unica, fornisce gli istruttori del programma che prevede l’insegnamento di una serie di discipline teoriche e pratiche agli studenti della scuola superiore.

Salgono al primo piano, entrano nella sede dell’associazione di ex militari, lasciano scritte sul muro, a fianco alla loro porta, dentro l’ufficio, sono scritte in vernice argentata che recitano: “Make School, Not War”. All’interno alcuni ufficiali in congedo le stanno pulendo, ce n’è una sulla finestra, si sente odore di alcool. Un generale ci dice che i ragazzi volevano delle risposte, immediate, e che distribuivano dei questionari all’interno dell’associazione.
Quello di cui ci parlano gli ex ufficiali è un clima di una certa agitazione, nulla di più, “favorito dal clima generale che c’è nel Paese. Certo si sa, i ragazzi sono così, un po’ irrequieti, a volte. Un gruppo di loro, un po’ esagitati è salito al primo piano e alcuni brandivano il megafono contro di noi”.

Tra i manifesti che i collettivi hanno lasciato lungo la strada uno recita: “Mamma non ti preoccupare, non farò mai il militare”.

Alessandro Micci

Foto Alessandro Micci per PeaceReporter