28/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il premio verrà consegnato l'8 ottobre, tra i candidati anche tre dissidenti

Pechino fa sentire il suo peso anche sull'Assemblea che deciderà a chi assegnare il Nobel per la pace. Le minacce arrivano dal vice ministro degli Esteri Fu Ying. L'uomo ha spiegato che se il premio verrà dato ad un dissidente politico cinese, le relazioni con Oslo ne risentiranno. A riferirlo è il direttore dell'Istituto per il Nobel Geir Lundestad che ad inizio anno ha ricevuto la visita del politico.

Sono almeno tre i dissidenti che concorrono al premio che verrà assegnato l'8 ottobre: il militante per i diritti umani Liu Xiabo, attualmente in carcere, l'attivista per la lotta contro l'Aids Hu Jia e l'avvocato Gao Zhisheng.

La notizia arriva mentre una delegazione delle commissioni Esteri e Difesa del parlamento norvegese si trova in visita nel Paese del Dragone. Non è la prima volta che la Norvegia si trova a fare i conti con le pressioni cinesi. Nel 1989 l'Istituo diede il premio al Dalai Lama, strenuo difensore del diritto del popolo tibetano all'indipendenza. E proprio il Dalai Lama, oltre all'ex presidente ceco Vaclav Havel e all'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, sono fra i principali sostenitori della scelta di Liu Xiaobo.

Parole chiave: norvegia, cina, nobel, dissidenti
Categoria: Pace, Politica, Popoli
Luogo: Norvegia