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Un elicottero di nazionalità ignota ha abbattuto una palazzina a Merca, 70 chilometri a sud di Mogadiscio, in cui si stava tenendo un summit dei capi di al-Shabaab. Secondo alcuni testimoni "il blitz è avvenuto in pochissimi minuti, domenica. Dopo aver fatto fuoco l'elicottero è volato via con i ribelli che sparavano in aria".
Il veivolo avrebbe prima sorvolato la zona, individuando l'abitazione, e poi avrebbe lanciato diversi missili. "Il nemico è arrivato da est, ha aperto il fuoco e ha distrutto completamente la casa", ha raccontato un portavoce degli Shabaab precisando che l'attacco aveva come obiettivo uno dei principali leader dei ribelli che stava partecipando al meeting.
Non si sa ancora se e quanti miliziani siano rimasti uccisi. Gli Shabaab hanno staccato i ripetitori dei cellulari per isolare la zona e hanno iniziato ad investigare sull'attacco.
Le forze europee in stanza nel golfo di Aden dichiarano di non essere responsabili. "Non c'è alcuna possibilità che l'Unione Africana sia coinvolta in questo attacco", ha dichiarato il maggiore Barigye Bahoku. "Non abbiamo elicotteri ne la capacità di compiere un'azione simile".
Il governo statunitense nega qualunque coinvolgimento, ma i sospetti sono molti. Attacchi simili sono stati effettuati nel 2008, il primo maggio, quando un missile sparato da una nave da guerra americana ha percorso 700 chilometri sbriciolando una villa a Dusa Mareb e uccidendo Adan Hashi Aeru, un capo degli Shebaab. Un attacco simile è avvenuto il 14 settembre 2009 quando gli incursori statunitensi uccisero Saleh Ali Nabhan, una delle menti degli attentati del 1998 a Nairobi e Dar es Salaam.