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Hanno strappato ad al-Shabaab una casa dopo l'altra avvicinandosi al loro covo nel mercato di Bakara. Le truppe ugandesi della Missione dell'Unione Africana in Somalia (Amisom) combattono da ieri contro i miliziani islamici per il controllo di alcuni quartieri di Mogadiscio. Negli scontri di giovedì 20 persone hanno perso la vita e 70 sono state ferite. I progressi dell'Ua sono però incerti. Nelle ultime tre settimane hanno strappato agli Shabaab solo 25 case, mentre i continui attacchi suicidi e le imboscate dei militanti islamici mettono a dura prova la tenuta del Governo di Transizione.
In Somalia si gioca una partita fondamentale per gli equilibri dell'Africa orientale. Per questo motivo oggi l'Ua ha chiesto, durante il summit delle Nazioni Unite a New York, maggiori fondi per il contingente Amisom. Il presidente dell'organizzazione africana, Jean Ping, ha affermato che l'Uganda è disposta a mandare più truppe a Mogadiscio facendole salire da 8.000 a 20.000. Sarebbero però necessari fondi per equipaggiare i soldati e pagare gli stipendi. "Chiediamo alla comunità internaizonale di prendersi la responsabilità di fornirci i mezzi per combattere al-Shabaab", ha dichiarato Ping.