stampa
invia
Continua lo sciopero generale di 48 ore, a Cuzco, antica capitale dell'Impero Inca. La città è paralizzata e sono stati sospesi anche i trasporti verso il sito archeologico di Machu Picchu, la più grande attrazione turistica del paese.
I dimostranti sono scesi in piazza contro un progetto di irrigazione in un altro luogo del Paese, che secondo i contadini, lascerà la zona di Cuzco senz'acqua. Durante il giorno, centinaia di manifestanti hanno sfilato per le strade della città, dove sono state chiuse le scuole e le attività commerciali sono ridotte al minimo.
Le strade che conducono al circuito turistico di Valle Sagrado continuano ad essere bloccate, mentre i contadini di Espinar arriveranno a Cuzo oggi per aggregarsi alla protesta.
Secondo Ruth Luque, direttrice di un organo di assistenza della Chiesa cattolica, Vicaria de Solidariedad de Sicuni, che sta cercando di mediare il conflitto, i contadini proseguiranno con gli scioperi fino a che non riceveranno una risposta positiva da parte dello Stato.
I problemi hanno avuto inizio nel 2009, quando il governo peruviano ha approvato un progetto d'irrigazione in una zona di 40 ettari nella regione di Arequipa, vicina a Cuzco, attraverso la costruzione di una centrale idroelettrica. Gli abitanti della zona segnalarono subito che la centrale non poteva essere costruita per l'assenza di studi sull'impatto ambientale. Sono così iniziati gli scioperi, molti dei quali repressi violentemente dalle forze di polizia. Il 13 settembre scorso il governo ha comunicato la concessione dei lavori a imprese spagnole e peruviane. Il Perù, ricco di risorse idriche e minerarie, è distrutto dai conflitti socio-ambientali: nel Paese se ne contano 125.