23/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Omicidio intenzionale, tortura, trattamenti disumani, gravi sofferenze e ferite inferte intenzionalmente.

L'assalto alla Freedom Flotilla del 31 maggio che è costato la vita a nove attivisti turchi ha costituito violazione del diritto internazionale.

A stabilirlo è la commissione d'inchiesta designata dal Consiglio per i diritti umani dell'Onu (Unhrc), che ha diffuso mercoledì in serata il suo rapporto. Secondo la commissione, ci sono prove chiare di comportamenti brutali e inappropriati contro gli attivisti che cercavano di rompere l'embargo imposto da Israele a Gaza.

Ma per Israele, il rapporto della commissione è connotato da parzialità ed estremismo. Le accuse contenute nel documento della commissione sono pesanti: "Omicidio intenzionale, tortura, trattamenti disumani, gravi sofferenze e ferite inferte intenzionalmente".

I componenti della commissione aggiungono poi nel rapporto: "Essendo gli autori dei crimini più gravi con il volto coperto, non possono essere identificati senza la collaborazione delle autorità israeliane", auspicando dunque una cooperazione israeliana per identificare i responsabili. Finora Israele si è rifiutato di collaborare con la commissione e ne ha istituita una propria per indagare sulla vicenda dell'attacco al convoglio.

Categoria: Diritti
Luogo: Israele - Palestina