20/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo la polizia nel mirino di al-Shabaab le città di Nairobi e Mombasa

Dopo le bombe di Kampala i terroristi di al-Shabaab volevano colpire anche il Kenya. Nairobi, la capitale e Mombasa, la città portuale sull'Oceano Indiano erano i bersagli scelti. "I terroristi volevano fare esplodere delle bombe nelle città keniote subito dopo i due attentati di Kampala", ha riferito un ufficiale dei servizi di sicurezza kenioti intervistato dalla stampa locale. "Il piano terroristico era stato ideato il 12 luglio, esattamente il giorno dopo la strage in Uganda". A Kampala morirono 76 persone in tre esplosioni che devastarono un ristorante etiope e un pub dove decine di tifosi si erano riuniti per guardare i mondiali di calcio. I sospettati fino ad ora arrestati sono 34, di cui 12 kenioti. Al-Shabaab, il gruppo terrorista somalo, sarebbe il mandante degli attentati. Le azioni in rappresaglia alla partecipazione dell'Uganda al contingente Amisom (African Union Mission in Somalia), le forze dell'Unione Africana impegnate a Mogadiscio a difesa del fragile Governo di Transizione. Il Kenya sarebbe finito nel mirino dei radicali islamici a causa del suo coinvolgimento, anche se non diretto, nel conflitto e al sostegno al governo somalo. In Kenya si trova uno dei più grandi campi profughi della regione. A Dadaab sono ammassati 280.000 rifugiati in fuga dalla guerra. Una bomba pronta ad esplodere e a destabilizzare un Paese cruciale per gli equilibri regionali.

Parole chiave: uganda, terrorismo, kenya, shabaab
Categoria: Guerra, Politica, Religione
Luogo: Uganda