I bananeros denunciano il procuratore dei diritti umani. E' rottura
scritto per noi da
Giorgio Trucchi
Sembrano non essere stanchi di
marciare e
in trecento hanno camminato chilometri per raggiungere il Centro Nicaraguense
de Derechos Humanos (Cenidh) e poi la Procuraduría para la Defensa de los
Derechos Humanos (PDDH).
Ma adesso i bananeros hanno perso la pazienza. E hanno deciso di denunciare al
Cenidh
e alla stessa Procura per i
Diritti Umani, il Procuratore Omar Cabezas per «aver violato i nostri diritti
costituzionali, i diritti umani che ci vengono garantiti dalla legge nazionale
e anche i diritti umani garantiti dalla Dichiarazione Universale”.
L’antefatto. “Quando il 2 di marzo siamo
entrati a Managua – hanno spiegato - abbiamo detto che avremmo messo
alla prova
questa Procura. Ecco, adesso abbiamo le prova della sua negligenza. O
il Procuratore condanna i deputati per violazione dei diritti umani o
sarà il
popolo a
condannare lui per lo stesso reato. La Legge 212 (che regola la Procura
dei diritti umani n.d.r.) dà mandato
alla Asamblea Nacional di destituire il Procuratore in caso di
negligenza, ma purtroppo i deputati e il procuratore sono la stessa cosa e fanno
parte degli
stessi partiti, quindi
la situazione è molto compromessa. Ma quello che ci interessa è che la gente
sappia che tipo di funzionari ci sono nella Procura dei diritti umani e che questa
è nelle mani dei
partiti. Abbiamo
più volte chiesto di essere ricevuti dalla Direttiva della Asamblea Nacional e
dai gruppi parlamentari, ma fino a oggi ci hanno sempre detto di essere troppo
occupati. Allora
abbiamo da tempo chiesto al Procuratore Omar Cabezas di emettere una
risoluzione di condanna per violazione ai diritti umani nei confronti dei
deputati, ma fino a oggi niente. Ed
ecco, dunque, che proprio per questo lo consideriamo
negligente e lo denunciamo: ha leso i nostri diritti. La legge 212 dice che la
risoluzione deve essere emessa entro trenta giorni dalla presentazione della
denuncia e qui ne sono passati più di settanta ormai”, ha concluso il presidente
della Asotraexdan,
Victorino Espinales, mentre consegnava la denuncia al vice procuratore.
La difesa. La notizia della denuncia ha
avuto molto risalto su tutti i canali televisivi nazionali.
Il vice procuratore, Adolfo Jarquìn, ha difeso l'azione della procura
dicendo che "sappiamo benissimo che il vostro caso è un chiaro esempio di
violazione dei
diritti umani e che sta morendo tanta gente. Come Procura ci siamo fatti carico
della
situazione e abbiamo più volte sollecitato un incontro con il Presidente della
Asamblea,
Renè Nuñez, ma ha sempre rinviato e anche oggi non ci ha ricevuti spostando
l'incontro. Non possiamo emettere una risoluzione di condanna prima di parlare
con il Parlamento".
Al di là di tutto. Indipendentemente da come
stiano veramente le cose, non può passare inosservato l'assoluto
rifiuto da
parte dei deputati di ascoltare le richieste dei settori in lotta, che
ormai stanno arrivando all'ottantesimo giorno di protesta.
E' ormai chiaro come dietro questo rifiuto si nasconda una linea ben
precisa condivisa dalle due principali forze politiche, il Frente Sandinista e
il Partido Liberal, che probabilmente si sono
sentite toccate nel vivo - soprattutto il Frente Sandinista - dalle numerose
dichiarazioni rilasciate dai bananeros contro l'insensibilità delle forze
politiche del Paese, senza
distinzioni di sorta. Non è nemmeno da trascurare il fatto
che in alcune richieste presentate dai bananeros si siano toccati gli interessi
di molti deputati sandinisti, legati
al settore bananiero, protetti dal
partito.
Questo insieme di cose sembra spiegare perché nemmeno un
piccolo
spiraglio si sia finora aperto e perché le prospettive restino
alquanto difficili, dato che appunto un buon numero delle richieste dei
bananeros devono necessariamente essere approvate dalla
Asamblea Nacional.
In mezzo a tutto questo, è facile capire che due uomini di
partito come il procuratore Omar Cabezas e il suo vice, Adolfo Jarquìn
Ortel, ci pensino molto bene prima di emettere sentenze di condanna per
violazione ai diritti umani nei confronti di chi ha dato loro quel
posto e quella
carica.
I fatti parlano da
soli. I
fatti comunque sembrano dar ragione ai lavoratori in lotta. Dopo 80 giorni non
hanno
ancora ricevuto una minima risposta da parte della Procura per i Diritti Umani,
se non una breve
denuncia del
caso Nemagòn durante uno spazio di sette minuti che il Procuratore ha avuto
nell'Assemblea dei Diritti Umani della Onu a Ginevra.
Sicuramente, come avvenuto lo scorso anno con
il precedente Procuratore, se fosse stato il Presidente della Repubblica ad
essere accusato di violazione dei diritti umani, la Procura dei diritti umani
non avrebbe tentennato un solo secondo ad emettere una risoluzione di condanna.
La reazione. Verso metà pomeriggio dello stesso giorno
(martedì 3 maggio), alcuni membri della Procuradurìa de los Derechos Humanos si
sono presentati nell'accampamento e hanno cominciato a distribuire tra la gente
copie del comunicato firmato dal procuratore Cabezas e dal viceprocuratore Jarquìn.
Si tratta di un vero e proprio attacco diretto e offensivo nei confronti del
Presidente della Asotraexdan, Victorino Espinales, alla quale i bananeros hanno
reagito molto duramente.
Uniti in assemblea
urgente, i rappresentanti in lotta hanno condannato il comunicato.
Le migliaia di persone presenti hanno, quindi, votato l’emissione di un
comunicato pubblico in cui si considereranno “non grati” i due procuratori. La
rottura è cosa fatta. Ed è difficile da ricucire.
Tra pochi giorni arriverà l'inverno e con esso
le prime piogge che di solito sono torrenziali.
Nella tenda che funge da magazzino hanno già
rinforzato il tetto di plastica per evitare che l'acqua danneggi in modo
irreparabile gli alimenti immagazzinati e le medicine.
Il morale si vede e si sente ancora alto, ma
fino a quando questa gente dovrà vivere in queste condizioni per poter essere
ascoltata? E fino a quando resisteranno alle intemperie che tra pochi giorni
diventeranno un nemico in più da affrontare?