14/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il popolo indigeno resta in una condizione di estrema vulnerabilità

Secondo dati ufficiali, la maggior parte dei popoli indigeni del Messico vivono in condizioni di povertà e di esclusione sociale.
Il ricercatore Armando Bartra, dell'Università Autonoma Metropolitana, ha affermato in un'intervista alla Bbc: "C'è una doppia emarginazione: economica da una parte, e razziale dall'altra. il Paese vive in un colonialismo interno, la povertà è legata all'etnia".

"Questa esclusione diventa più evidente durante i festeggiamenti del Bicentenario", spiegano le organizzazioni come il Movimento Indigeno Nazionale. "A ducento anni dall'Indipendenza i popoli indigeni non hanno nulla da festeggiare. E' stato solo un cambiamento di dominio: gli spagnoli se ne sono andati, ma il colonialismo è rimasto", ha commentato Mundo Adelfo Regino, direttore dell'Organizzazione dei Servizi dela comunità Mixe diOxaca. La Costituzione ha riconosciuto legalmente solo nel 2001 il popolo e la comunità indigena, così come il rispetto per la cultura delle comunità stesse.

Ma le cifre continuano a dire altro: il 75 percento dei 13.7 milioni di indigeni vivono in condizioni precarie, in particolar modo negli Stati di Oaxaca o Guerrero. Il Piano Nazionale di Sviluppo 2007-2012 del governo federale riporta che l'88 percento degli abitanti dei villaggi ha un'entrata media giornalieria di 6 dollari. La mortalità infantile sfiora il 60 percento.

 

 

 

Parole chiave: Messico, indigeni, diritti, Indipendenza
Categoria: Politica, Popoli
Luogo: Messico