14/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La strage è avvenuta il 9 settembre scorso in un mercato di Vladikavkaz, la capitale dell'Ossezia del Nord, e ha provocato 17 vittime e quasi 200 feriti

Il Caucaso del nord rischia di diventare una polveriera. Dopo l'attentato kamikaze del 9 settembre scorso in un mercato di Vladikavkaz, capitale dell'Ossezia del Nord, che ha provocato 17 vittime e quasi 200 feriti, alcune centinaia di abitanti locali hanno tentato di vendicarsi marciando in città al grido di "Avanti Ossezia". Quindi, la folla si è diretta contro il villaggio inguscio Kartsà. Questo perché le prime indagini sull'attentato fanno intravedere una pista che porta all'Inguscezia. Come racconta oggi il quotidiano Kommersant, per fermare la manifestazione sono intervenuti polizia, militari e agenti antisommossa (Omon). Il medesimo villaggio era già stato oggetto di attacchi dopo un analogo attentato allo stesso mercato nell'aprile del 2002. All'epoca si contarono circa dieci morti. Stessa reazione dopo la tragedia della scuola di Beslan nel settembre del 2004, ma in quell'occasione le forze dell'ordine bloccarono i manifestanti. Ossezia e Inguscezia, la prima a maggioranza cristiano-ortodossa, la seconda musulmana, sono in conflitto da lungo tempo.

Parole chiave: inguscezia, ossezia
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Russia