08/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L’incontro organizzato a Firenze per le giornate nazionali di Emergency. Relatori Massimo Fini, Jean Ziegler, Cecilia Strada

foto Davide PerfettiE' una questione misteriosa, una memoria che ritorna, soprattutto una questione di ipocrisia, ma anche di doppi pesi e doppie misure. C'è tutta la pesante storia di una imposizione culturale, oltre che finanziaria ed economica, nell'odio che cresce contro l'Occidente.

Firenze Fiera, nona edizione delle giornate nazionali di Emergency. PeaceReporter chiama all'incontro ‘L'odio per l'Occidente. Un problema di diseguaglianza?'. Il tema viene dal libro del relatore speciale delle Nazioni unite per i diritti umani, lo svizzero Jean Ziegler. Il suo saggio, drammatico, edito per i tipi di Tropea, viene illustrato dallo stesso sociologo da Ginevra, in un collegamento telefonico che ha una particolarità stupefacente: una platea di circa duecento persone se ne sta zitta e attenta per ventotto minuti. Un vero record, ma giustificato dalle parole pesanti che calano sulla platea. Sul palco l'opinionista Massimo Fini e la presidente di Emergency Cecilia Strada.

Jean Ziegler. Dove crescono le radici dell'odio? Per Ziegler, che ha analizzato l'odio razionale che porta al sorgere di movimenti attivi che rivendicano memoria e identità collettiva, ci sono tre cause fondamentali: il recupero della memoria ferita da un colonialismo mai dimenticato, la doppiezza dell'Occidente in materia di diritti umani, la dittatura del capitale finanziario in un mondo in cui 500 multinazionali controllano il 52 percento del prodotto interno lordo mondiale.

Massimo Fini. "L'introduzione di mondi occidentali ha distrutto economie di Paesi poveri che riuscivano ad essere autosufficienti fino all'arrivo degli occidentali" dice Massimo Fini che, però, ha un'idea differente dalle tesi di Ziegler. "Non credo che l'odio dipenda dalla fame, ma dal doppiopesismo". Esempi? Le politiche sanzionatorie sull'Iran nucleare e il silenzio sulle atomiche israeliane. E poi la costante attività di imposizione di un sistema culturale in Paesi che andrebbero lasciati padroni di vivere la propria storia. E' là che cresce l'odio. Fini cita il caso iracheno: Bassora (guerra Iran Iraq 1980 - 1988) stava cadendo, Saddam allo stremo, gli Usa intervengono ‘per fini umanitari' e il Rais non solo si riprende, ma viene anche riarmato dalle potenze occidentali... La storia di cosa avvenne poi è nota. L'Occidente non è più capace ad accettare chi è diverso da sé.

Cecilia Strada. C'è una visione diretta, da testimone, nell'analisi - un racconto biografico - di Cecilia Strada. Si addentra nel ‘vizio oscuro dell'Occidente', come lo ha chiamato pochi minuti prima Fini, raccontando i contrasti drammatici del mondo dell'aiuto umanitario. Case circondate da filo spinato, militari armati alla porta, sacchi di sabbia. Il civile e il militare troppo spesso legati nell'intervento dell'Occidente umanitario. Una commistione che crea odio, che esalta le differenze, che impedisce l'accettazione reciproca. "Sbattiamo in faccia agli altri la nostra superiorità. Non solo economica nei festini quotidiani di Kabul, dove il personale afgano deve servire birra e alimenti che si sprecano.". Non vale generalizzare e Cecilia Strada avverte: "Non sono situazioni uniformi, il mondo della cooperazione è una galassia. Ma troppo spesso si vuole insegnare, spiegare, adattare le culture diverse a un nostro sistema di diritti". Vale la provocazione, sull'esempio della lotta per i diritti delle donne: "esibiamo fotografie giganti per protestare contro la lapidazione per una donna in Iran, ma c'è qualcuno che vedrà mai la foto della donna disabile condannata a morte nello stato della Viriginia?".

Che fare. Ziegler sostiene la speranza e chiude il suo intervento con una citazione in cui le persone sono chiamate a essere ‘le mani di Dio'. Fare, intervenire. Cecilia Strada ricorda il ‘fare' di Emergency: se ogni 5 secondi muore un bambino nel mondo, ogni minuto e mezzo Emergency cuia un paziente. "E non è per dire che siamo eroi, è semplicemente la mia, la nostra maniera di combattere contro il male maggiore che attanaglia l'Occidente: l'assuefazione".
Catastrofico Massimo Fini: il meccanismo esponenziale della finanza è solo uno strumento della matematica, non ha nulla di naturale. Questo mondo, questo sistema, collasserà. E il collasso, si augura Fini, deve avvenire presto. Per permettere ai giovani e non solo di ricominciare una nuova vita. Ovviamente diversa.

 

Angelo Miotto

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