08/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Si tratta di poliambulatori mobili, con fermata a richiesta, che andranno incontro alle esigenze del territorio. Lo ha annunciato oggi Gino Strada alla conferenza organizzata dalla Cgil regionale a Prato

"In Italia c'è bisogno di rimettere insieme i diritti umani con lo scotch. Per questo Emergency ha voluto munirsi di due Polibus, poliambulatori viaggianti, che faranno fermate a richiesta, andando incontro ai problemi della gente. Una maniera veloce e concreta per tentare di colmare questo enorme vuoto causato da trent'anni di politica scellerata". Gino Strada ha stupito anche questa volta. Nella sala conferenze dell'Hotel Palace di Prato, ospitato dalla Cgil regionale e dallo Spi locale, che lo hanno fortemente voluto in occasione della settimana che la Ong passerà a Firenze per il Nono incontro nazionale, l'irriverente chirurgo non si è limitato a dire la sua sull'orrore della guerra e sulla politica criminale di chi calpesta i diritti umani. Nel suo solito stile brusco ed efficace, Strada ha spiegato con disarmante chiarezza come l'intervento di organizzazioni umanitarie come Emergency sia indispensabile e urgente anche in paesi come l'Italia, dove il diritto alla salute sta pericolosamente diventando privilegio.

Qui in Italia discriminazione e indifferenza sono ormai la norma. "C'è un razzismo dilagante", ha precisato, "la guerra è entrata nel quotidiano, è atteggiamento quotidiano. È guerra a tutti i livelli. E la logica della guerra ti porta anche ad aggredire i cittadini. Ed è quanto sta accadendo qui da noi".
Per questo la Ong milanese, che in 16 anni ha curato 4 milioni e 16mila persone nei suoi ospedali in Afghanistan, Iraq, Cambogia, Sierra Leone, Sudan e Repubblica Centrafricana, dal 2006 ha scelto di sbarcare in Sicilia, con un poliambulatorio a Palermo, una delle zone in cui è più alta la presenza di migranti. Il principio è da sempre quello di garantire assistenza sanitaria gratuita a chi è in stato di bisogno e in Italia, nonostante la sanità pubblica sia buona, c'è una fetta di società che resta ai margini a cui andare incontro.

"Specialmente se al governo ci sono persone che incitano all'odio razziale e che invitano i cittadini a denunciare l'extra-comunitario irregolare. Ma poi, cosa vorrà dire la parola comunitario? Chi è che definisce la comunità?", ha precisato Strada fra gli applausi di una sala gremita. "Per questo Emergency ha deciso di dare una mano facendo quello che sa fare: facendo medicina. E l'esperienza di Palermo ci ha convinti a continuare su quella via. Il 20 settembre inaugureremo un Poliambulatorio a Marghera, poi in altre città del sud. Nel resto del territorio, intanto, per ovviare le lungaggini burocratiche e politiche, funzioneranno i polibus. Per adesso due, poi si vedrà". Una grande novità, una nuova sfida. L'ennesima. "Ci è venuta questa idea quando abbiamo visto che per ottenere un sì per costruire un ambulatorio si impiegano mesi e mesi. È successo a Firenze, e lo dico fuor di ogni polemica. Nonostante ci sia la più entusiastica approvazione del progetto, è un anno esatto che si fanno riunioni e ancora non è stato individuato un posto adatto alle nostre esigenze. Possibile che in una città così non si trovi un buco per un poliambulatorio?". Quindi la chiusa, in cui non potevano mancare parole per Teresa Sarti, sua moglie e co-fondatrice di Emergency, anima della Ong, venuta a mancare il primo settembre di un anno fa. "La cosa di cui più vado orgoglioso in vita mia è di aver messo su, con Teresa, Emergency. Emergency è un grandissimo casino che funziona. E non posso che ringraziare quei cinquemila volontari pazzi da cui dipendiamo e che dedicano il loro tempo libero a informare, a parlare con la gente, a sostenerci. Continuate ad aiutarci. C'è sempre più bisogno di voi".

Stella Spinelli

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