08/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Azione penale caratterizzata da ideologie, vendette personali e carrierismo

Il patron di Wikileaks, Julian Assange, è tornato a parlare dell'accusa di stupro in Svezia, sostenendo che si tratta di "una chiara montatura, un'inchiesta "di disturbo" caratterizzata da "vendette personali, dall'ideologia e dal carrierismo disgustoso" del pubblico ministero svedese. "La vittima qui sono solo io", ha detto il trentanovenne australiano, volto-simbolo del sito specializzato nella pubblicazione di documenti riservati che ha già reso note oltre settantasettemila file del Pentagono sulla guerra in Afghanistan. "Queste accuse sono infondate e il processo da cui sono nati questi fatti è inquietante". "Questa inchiesta per stupro è stata condotta tutta senza il mio contributo", ha aggiunto, "nessuno mi ha mai chiesto nulla e la polizia ha rifiutato di dire se c'è un mandato d'arresto o no. Ho appreso tutto dalla stampa". Assange ha ammesso di aver incontrato entrambe le due donne che lo hanno accusato di stupro, che secondo il loro avvocato sono entrambe svedesi e hanno tra i 25 e i 35 anni, perchè erano entrambe alla sua conferenza stampa, ma non ha rivelato se abbia avuto rapporti sessuali con loro, dicendo che "è una questione privata".

Parole chiave: assange, wikileaks
Categoria: Diritti, Politica, Media
Luogo: Svezia