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Durante il fine settimana sono rimaste uccise almeno 50 persone in incidenti separati avvenuti nella regione occidentale del Darfur, al centro di colloqui di pace tra governo e gruppi ribelli ma teatro di scontri quasi quotidiani.
L'Unamid, missione Onu, ha spiegato che almeno sei persone sono morte, e una ventina sono rimaste intossicate dal fumo dell’incendio divampato nel campo profughi di Hamidiya, a Zalingei, nel Darfur Occidentale.
La maggior parte delle vittime sono state massacrate in un attacco di un gruppo di uomini armati contro il villaggio di Tawilla, situato a 45 chilometri a ovest di El Fasher. L’esercito ha negato ogni coinvolgimento negli scontri a fuoco, ripresi con intensità dopo l’abbandono delle trattative da parte dei due tra i principali gruppi ribelli. Da allora ci sono continue notizie di schermaglie tra le vari gruppi armati, truppe governative e tribù locali che si contendono il controllo del terreno.