06/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



I malviventi erano poliziotti corrotti che si spacciavano da terroristi per chiedere il riscatto

Si spacciavano da talebani e invece erano solo poliziotti corrotti. Sarebbe questa la versione di Kosuke Tsuneoka, 41 anni, giornalista giapponese rapito in Afghanistan e rilasciato solo dopo 5 mesi di detenzione. Lo ha scritto il freelance sulla sua pagina di twitter dall'aeroporto di Dubai, mentre tornava a casa dopo essere stato rilasciato domenica.

"Erano una fazione di militari corrotti che volevano ricattare il governo giapponese facendo finta di essere talebani" scrive accusando indirettamente il comando di Kunduz e la fazione di Takhar dove è stato rapito. L'ambasciata giapponese a Kabul ha fatto sapere che l'affiliazione del gruppo sarebbe ancora da verificare.

In un secondo messaggio Tsuneoka racconta di essere stato pronto alla morte. Secondo il giornalista quello che l'ha salvato sarebbe stata l'impossibilità per i comandanti di giustificare la sua uccisione ai soldati semplici e alla popolazioni della zona.

Nonostante non si sappiano ancora le ragioni della liberazione il capo di gabinetto Yoshito Sengoku ha fatto sapere che "il governo giapponese e la famiglia del rapito non hanno versato alcun tipo di riscatto".

 

Parole chiave: afghanistan, giornalista rapito, talebani
Categoria: Guerra
Luogo: Afghanistan