02/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Ma i caschi blu dell'Onu non hanno fatto nulla per evitare le violenze

A pochi giorni dalla notizia dello stupro di 170 donne nell'assedio nella città di Luvungi, nella Repubblica Democratica del Congo, l'Onu ha fatto sapere che le vittime degli abusi sessuali sono salita ad almeno 240.

La missione Onu in Congo è stata pesantemente criticata per non aver protetto la popolazione locale, dato che le truppe peacekeeper sono schierate a soli 20 chilomentri dalla città teatro della violenza. Gli stupri sono stati comunicati solo dopo che i ribelli hanno abbandonato il posto.

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha subito aperto una seduta d'ermegenza, e il segretario Ban Ki-moon ha annunciato un'indagine per capire cosa sia accaduto esattamente. Il Consiglio ha inoltre ammesso l'inefficenza dei peacekeeper nel proteggere i civili dalle milizie Mai Mai e dai gruppi armati ruandesi delle Forces Democratiques de Liberation du Rwanda (Fdlr).

La missione Onu in Congo (Monusco) ha annunciato di aver aumentato il numero delle pattuglie nella zona per rassicurare la popolazione.

Gli stupri di massa in Congo sono tristemente frequenti. Malgrado la fine della guerra nel 2003 il Paese è ancora dilaniato dalla violenza dei gruppi armati e dell'esercito.

Parole chiave: Congo, stupri
Categoria: Donne, Guerra, Armi
Luogo: Rep. Dem. Congo