Due concetti dibattuti. Il vero significato: guerra e profitto
scritto per noi da
Matteo Colombi

Tra il 6 e il 7 Maggio all’Olin Center di Chicago si terrà una conferenza il
cui tema è:
Impero e Libertà. Presenti i neocon
William Kristol e Deepak Lal. La conferenza promette di analizzare Atene, Roma e la Gran Bretagna,
per arrivare a chiedere se l’America sia un impero, se ciò sia un bene per gli
Usa, per gli americani come popolo, e se sia un bene per il resto del mondo. Il
tema della conferenza è il rapporto tra impero, libertà e giustizia (intesa come
‘
rule of law’, la centralità della legge, e come ‘
right to rule’, il diritto legittimo al comando). La sequenza storica ricalca la mitica genealogia
dell’aristocrazia britannica del diciannovesimo e ventesimo secolo: l’impero come
civiltà progressista e l’espansionismo come forma di civilizzazione, di crescita
morale.
I concetti di libertà e giustizia dei neocon sono circoscritti e utilizzati infatti come lo furono dagli antichi romani e
greci, e dagli schiavisti della Virginia che ebbero tanta parte nello scrivere
la Costituzione americana, e ai quali tanto piaceva attegiarsi a novelli cives di una repubblica per pochi. Non bisogna stupirsi che il libero commercio, la
libera impresa siano considerate da Deepak Lal come importanti benefici che il
mondo gode grazie alle sucessive egemonie britannica e americana. I neocon sono liberali nel senso ottocentesco del termine: essi sono i cantori delle
libertà dei possidenti, e teorizzano una utopia politica in cui lo stato si fa
protettore e portatore dei loro interessi. Nel mondo e in casa. La concezione
possessiva della persona, la libertà liberale, non viene gettata nel calderone
della storia umana per decomporre le catene ed emancipare, ma per prendere e razziare,
per legittimare l’autonomia di chi possiede rispetto ai bisogni di chi è posseduto,
e al contempo difendersi dai suprusi delle vecchie aristocrazie terriere, dei
re bisognosi di danaro, nonché per limitare i doveri paternalistici ereditati
da antici ordinamenti. E’ una libertà sugli altri e dagli altri; è la libertà
di chi è padrone.

I
neocon sono gli unici nel panorama americano di centro-destra a porre in maniera esplicita,
a livello discorsivo, il tema imperiale, designandolo come destino e dovere degli
Stati Uniti. Rompono il tabù che calò con gli anni Quaranta sull’autodesignazione
imperiale. Soprattutto credono che il passaggio della missione imperiale da tabù
a ideologia esplicita della potenza americana nel mondo possa portare a un salto
qualitativo. Questo è malvisto dai realisti e dai liberal tradizionali che preferiscono
parlare di interesse nazionale e potenza al servizio della difesa del Paese, o
di cooperazione multilaterale e benefica guidata dall’interesse economico. Gli
uni e gli altri sono altrettanto imperialisti. Tuttavia gli obiettivi (e non i
metodi) sono in contrasto parziale. I
neocon temono che senza una missione imperiale più ideologicamente esplicita l’impero
si riveli fragile ed ondivago: non basta la subordinazione altrui ottenuta tramite
ricatti, scambi di benefici e minaccie. Inoltre, i
neocon sono ormai legati a strategie reazionarie sulla politica economica interna che
li separano nettamente dai centristi imperiali che dominano il partito democratico:
vogliono un nuovo ordine anche all’interno del paese, che divelga quei pochi limiti
che esistono al predominio del capitale in America.
L’Olin Center è una struttura parallela che finanzia gli eredi del conservatore
Strauss all’Università di Chicago; essa stessa riceve fondi dalla John M.Olin
Foundation, grande finanziatrice degli intellettuali organici legati alla destra
elitaria e mercatista. I soldi della Olin Foundation, creata nel 1953, furono
donati da John M. Olin per difendere le ‘libere istituzioni americane’ e la ‘libera
impresa’. La fortuna della famiglia Olin fu fatta nella prima guerra mondiale,
con la chimica di base per esplosivi e le munizioni per gli Alleati, ovvero con
le commesse pubbliche. La Olin continua tuttora a produrre proiettili sotto il
marchio Winchester. Come vedete, le collane alla fine, di perle o di piombo, si
richiudono sempre su sé stesse. Chi fece gli affari con la Grande Guerra finanzia
chi crea argomenti a favore delle guerre di frontiera a venire. Guerra, Profitto,
Guerra. Sostituite: Impero, Liberta`, Impero. Ecco la magia del linguaggio umano.