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I 32 indigeni mapuche che stanno portando avanti uno sciopero della fame da 51 giorni sono stati arrestati per la Legge Antiterrimo, a seguito di episodi violenti nella Regione di Araucanìa, dove le lotte per il riconoscimento delle loro terre non sono mai cessate. Dal 2009, la regione è militarizzata.
I mapuche arrestati si considerano prigionieri politici e rifiutano di essere processati dal tribunale militare, e chiedono allo governo la fine dell'applicazione della Legge Antiterrorismo, approvata sotto la dittatura di Augusto Pinochet per la persecuzione dei suoi oppositori. I governi di sinistra non l'hanno mai modificata ed hanno continuano ad applicarla per diversi reati fino a che l'Onu ha criticato la normativa in quanto discrminava le comunità indigene.
Il popolo mapuche rappresenta quasi il 10 percento della popolazione cilena e gli insediamenti più grandi si trovano nella regione di Araucanìa, a circa 600 chilometri da Santiago. Gli indigeni rivendicano il possedimento della terra, che gli fu sottratta dalla colonizzazione spagnola.
Oggi, mentre la riforma processuale penale vale per tutti, agli imputati mapuche viene applicata la Legge Antiterrorista che nega i principi garantisti ed aumenta sproporzionatamente le pene. I prigionieri chiedono anche la fine del doppio processo poichè vengono sottoposti a giudizio in relazione allo stesso fatto sia dalla giustizia militare che dalla giustizia penale.