30/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Le inondazioni hanno causato frane e il crollo di alcuni ponti

Le piogge non si fermano in centroamerica. Il numero di sfollati per le pioggie di agosto ha già superato le 30.000 persone.
Almeno cinque persone sono morte in Honduras durante il fine settimana per una frana a Tegucigalpa. Le autorità del Guatemala hanno comunicato la morte di due minori a casusa di uno smottamento nel dipartimento di Alta Verapez.
Secondo l'agenzia spagnola Efe le vittime del maltempo nel mese di agosto sono 37,di cui 23 solo in Nicaragua.
Domenica il ponte Motagua che collega Guatemala e Honduras ha ceduto per colpa delle inondazioni, tagliando un'importante via di collegamento e lasciando senza comunicazioni 28 villaggi.
Un secondo ponte nel dipartimento guatemalteco di Quichè non ha retto alla violenza dell'acqua.

Le autorità della Protezione Civile del Nicaragua stanno predisponendo l'evacuazione di almeno 3000 persone.
Sono più di 30.000 gli sfollati dalle piogge torrenziali. Gli esperti spiegano che le precipitazioni non tenderanno a diminuire per colpa del fenomeno atmosferico conosciuto come la Niña, un raffreddamento delle correnti dell'Oceano Pacifico centro-orientale che ha reso più frequenti fenomeni naturali come questi.
L'intera regione è stata investita anche dalle tormente tripicali 'Agatha' e 'Frank'all'inizio dell'estate.
La tempesta tropicale Agatha ha causato più di 180 vittime e 65.000 sfollati.
Uno dei fattori che contribuisce a perdite ingenti di vite umane è l'antropizzazione di zone ad alta vulnerabilità ambientale, oltre alla deforestazione. Il rapporto della Banca Mondiale sulla riduzione del rischio dei disastri naturali, spiega come sia la popolazione con minori risorse quella a essere più colpita da eventi climatici estremi, anche a causa della precarietà delle condizioni abitative. Spesso inoltre, i governi locali non sono in grado di garantire condizioni minime di sicurezza o di agire concretamente sulla prevenzione.