30/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Autorità Nazionale Palestinese teme le prediche integraliste degli esponenti di Hamas

E' una vera e propria guerra quella che si combatte ogni giorno in Cisgiordania tra l'Autorità nazionale palestinese e i suoi rivali di Hamas.

Una delle aree più a rischio nella frizione tra le due fazioni è quella delle moschee, che l'Anp di Abu Mazen controlla per arginare la diffusione e il radicamento totale del movimento integralista palestinese. Venerdi alcuni agenti dell'Anp hanno impedito a un esponente di Hamas di tenere sermoni in due moschee di Hebron.

E la situazione resta tesa anche con Israele. Hanno scatenato forte sdegno le dichiarazioni durante un sermone di sabato scorso di Ovadia Yosef, guida spirituale del partito ultra-ortodosso israeliano Shas. Il leader ha affermato che Abu Mazen e i palestinesi dovrebbero 'sparire dalla faccia della terra'. Il governo israeliano ha preso le distanze dalle affermazioni di Yosef, spiegando che non rappresentano le posizioni ufficiali di Tel Aviv.

In attesa degli sviluppi sui rapporti tra Iran, Libano e Siria, tutte le attenzioni vanno al meeting tra il presidente israeliano Benjamin Netanyahu e Abu Mazen, chiamati da Obama a riprendere i negoziati diretti. I colloqui dovrebbero iniziare il prossimo due settembre a Washington: sarà la prima volta dopo quasi due anni che israeliani e palestinesi tornano a discutere di una soluzione per il più che sessantennale conflitto. La durata di questa nuova finestra di colloqui dovrebbe essere di un anno, passato il quale le due parti tornerebbero a non parlarsi per via diret ta.
Intanto le milizie di Hezbollah con base in Libano e l'esercito iraniano hanno iniziato una cooperazione militare per far fronte a un possibile conflitto armato con Israele. Lo ha riportato il Kuwaut daily al-Rai.

Parole chiave: Israele, Palestina, Hamas, Abu Mazen
Categoria: Politica
Luogo: Israele - Palestina