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A soli nove giorni dall'ultimo episodio di violenza in cui sono morte nove persone, questa notte è avvenuto un nuovo scontro in Cecenia. Diciannove persone sono morte in un confronto armato tra le forze di sicurezza e presunti guerriglieri. I ribelli sono entrati a Tsentoroi, il villaggio a 60 km da Grozny dove si trovava il presidente ceceno Ramazan Kadyrov.
Fonti del Distretto Federale del Caucaso Nord hanno riferito che i guerriglieri hanno dato alle fiamme varie abitazioni prima di scontrarsi con le forze di sicurezza. Secondo i funzionari russi tra le vittime ci sono almeno cinque civili, due agenti di sicurezza e undici uomini
Nella vicina repubblica del Daghestan, quattro combattenti sono morti in una sparatoria con la polizia nella città di Jasaviurt, secondo un'agenzia stampa russa. Attualmente il Daghestan è la zona più calda e instabile della regione caucasica.
Alexander Bortnikov, capo del Servizio Federale di Sicurezza russo, ha informato il presidente Medvedev dell'eliminazione di 30 resistenti di gruppi radicali del Caucaso del Nord.
Tom Esslemont, corrispondente da Mosca per la Bbc, ha spiegato che negli ultimi anni gli episodi di violenza sono sempre più frequenti e riguardano le regioni confinanti con la Cecenia, data la nuova ondata di influenza dei gruppi separatisti islamici.