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Continuano i combattimenti a Mogadiscio, dopo l'offensiva lanciata lunedì da Al Shabaab nelle ultime zone della capitale rimaste in mano alle forze del governo provvisorio e ai peacekeeper inviati dall'Unione Africana.
Secondo Radio Garowe, le milizie islamiche sarebbero avanzate ulteriormente e avrebbero preso il controllo di Dabka, uno snodo che collega Villa Somalia, la residenza del presidente, con la Km4, una delle arterie principali. E proprio Villa Somalia sarebbe stata attaccata ieri pomeriggio, in un ennesimo tentativo dei miliziani di colpire l'ultimo simbolo del potere legittimo.
La radio nei suoi ultimi bollettini ha parlato di 115 persone uccise in quattro giorni e di oltre 200 feriti ma si tratta di un bilancio approssimativo perché le stesse squadre di soccorso non hanno libertà di movimento e non riescono ad avere un quadro completo della situazione.
Peggiorano drammaticamente le condizioni della popolazione civile, soprattutto dopo la chiusura del mercato di Bakara, nel quale si erano infiltrati i miliziani per attaccare i soldati dell'Amisom. Si registrano continui flussi di civili che si spostano verso i quartieri del sud della capitale, relativamente tranquilli mentre una zona residenziale di Mogadiscio sarebbe stata bombardata dal contingente Amisom, il quale dal canto suo smentisce, sostienendo di avere ucciso 25 miliziani. Fonti indipendenti però negano di aver visto corpi di uomini di Al Shabaab e raccontano di morti che sono soprattutto donne e bambini.