26/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



All'indomani della pubblicazione del Memo Cia sul sito Wikileaks, le dichiarazioni dell'ex imam

Abu Omar, ha commentato così: "Il mio rapimento ha svelato senza dubbio il vero volto dei servizi segreti americani, che compiono operazioni contrarie alle convenzioni internazionali".
L'ex imam della moschea di viale Jenner, rapito a Milano nel 2003 da un commando Cia perchè sospettato di legami con il terrorismo internazionale, ha spiegato così ad Aki Adnkronos International. Il suo rapimento è la prova del fatto che gli Usa sono un Paese esportatore di terrorismo. Una percezione che, secondo il documento pubblicato da Wikileaks, la Cia teme che possa diffondersi nell'opinione pubblica internazionale.
Il suo caso, sostiene Abu Omar "ha svelato molti segreti che erano tenuti nascosti al mondo", oltre a fare emergere che "le operazioni sporche che gli Stati Uniti hanno compiuto al di fuori del diritto internazionale si contano a decine, anzi a centinaia".

Gli agenti degli Stati Uniti "hanno negoziato con me perché non rivelassi lo scandalo - ha spiegato - offrendomi la cittadinanza americana e due milioni di dollari, ma mi sono rifiutato". Ora che è tornato a vivere libero nel suo Paese, il religioso ha annunciato l'intenzione di candidarsi alle elezioni parlamentari di novembre: "Alcune forze politiche, come il Movimento del 6 Aprile e l'Assemblea nazionale per il Cambiamento, mi hanno proposto di candidarmi ad Alessandria, ma non ho ancora preso una decisione".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parole chiave: Abu Omar, Servizi Segreti, Cia, Italia
Categoria: Diritti
Luogo: Italia