26/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



I servizi segreti turchi avrebbero visitato il leader del Pkk numerose volte

Un rappresentante del governo turco ha dichiarato che funzionari statali hanno avuto contatti in carcere con Abdullah Ocalan, il leader storico del Pkk, ritenuto da Ankara, Ue e Usa un gruppo terroristico. Il governo turco ha sempre respinto le richieste da parte dei ribelli curdi di dialogare con il Pkk o con Ocalan per cercare una soluzione alla questione curda.

Il governo turco, sino a pochi giorni fa, ha negato che vi fossero stati mai contatti con il leader curdo detenuto sull'isola prigione di Imrali. La rivelazione è avvenuta a sole tre settimane da un cruciale referendum su un pacchetto di riforma della Costituzione voluto dal partito di radici islamiche Giustizia e Sviluppo (Akp), e infrangerebbe un tabù quasi trentennale. Questo confermerebbe le accuse dell'opposizione, secondo cui il presidente Erdogan sta cercando di conquistarsi le simpatie dell'elettorato curdo.
Il ministro della Giustizia, Sadullah Ergin, ha affermato al quotidiano laico Vatan, che i servizi segreti parlando con Ocalan ogni qualvolta la lotta al terrorismo richieda tali contatti.

Dopo essere stato catturato a Nairobi il 15 febbraio 1999, Ocalan è stato condannato a morte il 29 giugno 1999 per attività separatista armata; la pena è stata poi commutata in ergastolo nel 2002 allorché la Turchia ha abolito la pena di morte. Da allora è l'unico detenuto dell'isola-prigione.
Il 28 settembre 2006 Ocalan ha fatto rilasciare una dichiarazione al suo legale, Ibrahim Bilmez, nella quale ha chiesto al Pkk di dichiarare un armistizio e cercare di raggiungere un accordo con la Turchia.
Dal suo arresto, ha scritto numerosi articoli teorizzando una società ideale, una 'Democratic Ecological Society', ispirandosi a intellettuali come Immanuel Wallerstein e Fernand Braudel.

Parole chiave: Turchia, Ocalan, Pkk
Categoria: Politica
Luogo: Turchia