25/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Le milizie hanno brutalizzato 179 donne e ragazze a Luvungi

''L'episodio dello stupro di gruppo di almeno 179 donne e ragazze nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), ci obbliga a lanciare un appello per fermare subito l'uso della violenza sessuale come arma di guerra''. Lo ha detto oggi Anthony Lake, direttore generale dell'Unicef, l'agenzia Onu per i diritti dell'infanzia.

L'allarme era partito ieri dall'International Medical Corps, agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, secondo cui i ribelli hutu della Forza Democratica per la Liberazione del Ruanda, che lo scorso 30 luglio hanno occupato il villaggio di Luvungi nell'est del Congo, hanno compiuto nei quattro giorni successivi stupri sistematici ai danni delle donne locali.

''L'Unicef è a conoscenza che, soltanto nel 2009, circa diciottomila vittime di violenze sessuali nella Rdc hanno cercato assistenza. Di queste 11.855 hanno avuto bisogno di cure mediche d'urgenza. È altamente probabile che molte violenze non siano state denunciate'', ha continuato Lake. Il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, ha chiesto al suo rappresentante speciale per la violenza sessuale nei conflitti di seguire questi terribili episodi nella Rdc e di coordinare una risposta.