L'opposizione organizza una riunione generale per il 20 maggio. La prima alla luce del sole
Tutti i membri dell’Assemblea, che include circa 300 organizzazioni della società
civile cubana, sono stati mobilitati, consapevoli anche dei grandi rischi ai quali
vanno incontro. Intanto il movimento accusa il governo di Cuba di provocare pressioni
sugli appartenenti ai differenti gruppi per cercare di sabotare questo evento.
Lo scopo della riunione. Su internet il tam tam prosegue ormai da giorni. La data pare essere ormai certa,
il 20 maggio. Anche il luogo è stato scelto: a 20 chilometri dalla capitale cubana
in un’area aperta in prossimità della casa del famoso dissidente
Felix Bogne. Lo scopo della riunione generale? Discutere tutti insieme, cinquecento
persone fra delegati e invitati anche internazionali, del lavoro da fare in futuro,
per il futuro di Cuba. “Nonostante i rischi che corriamo per la repressione del
sistema, riteniamo necessario compiere questo atto fortemente dimostrativo, che
sarebbe un segnale nella storia di questa sanguinaria dittatura”, fanno sapere
nel comunicato ufficiale, che nella sicurezza con la quale è scritto lascia trasparire
anche una richiesta di aiuto: “E' per questo che richiediamo anche l’appoggio
internazionale, per questa importante manifestazione che rappresenta la dignità
del popolo cubano”. Addirittura, fa sapere la Roque che de la Asemblea è il massimo dirigente, potrebbe esserci la presenza di esponenti internazionali
e parlamentari europei, come Marco Pannella e della Fondazione Nazionale Cubano
Americana che sta facendo di tutto per di ottenere i vari permessi per arrivare
a Cuba.
Le pressioni governative. Marta Beatriz Roque, ha detto anche, nelle mille interviste rilasciate nei giorni
scorsi ai quotidiani di tutto il mondo, che nell’ultima settimana le forze di
polizia di Cuba hanno esercitato fortissime pressioni nei confronti degli associati
in tutto il Paese. “A partire dal momento in cui si sono cominciate a riunire
le varie commissioni in tutta la nazione, la polizia ha iniziato ad osteggiarci
in ogni modo, anche con arresti”. Sempre secondo la Roque, circa una quindicina
di organizzazioni hanno deciso, in seguito alle intimidazioni, di non partecipare
più alla riunione.
Fidel Castro, dalla televisione nazionale ha praticamente minimizzato l’accaduto,
definendo "traditori e mercenari" tutti quelli che lottano contro il regime di
Fidel Castro che da decenni soffoca Cuba.
L’assemblea. Asemblea para promover la sociedad civil è un organismo che
raggruppa un numero considerevole, circa 300, di organizzazioni anticastriste.
Promuove, secondo il suo statuto, la formazione della cultura sulla democrazia,
la comunicazione fra i vari gruppi che la compongono, in modo da raggiungere il
maggior numero di persone della società civile, anche internazionale.
Ma ha anche altri scopi, l’Asemblea. Innanzitutto si prefigge di combattere la povertà, e migliorare sensibilmente
le condizioni di vita dell’intera comunità. Con quali mezzi però non si capisce.
Donne in bianco. Non è la prima volta che a Cuba si vedono delle manifestazioni “pubbliche” contro
Fidel Castro. Nel mese di marzo del 2005 un’associazione composta da madri mogli
e figlie di dissidenti incarcerati, le famose Damas de Blanco sfilò pacificamente per le strade dell’Havana, per chiedere la liberazione dei
loro cari, peraltro senza subire nessuna conseguenza. Ma c’è un altro precedente.
Nel 1996 cercarono di riunirsi sotto il nome “Concilio Cubano” ma anche allora
il regime di Fidel Castro fece di tutto, e ci riuscì, per fare in modo che l’assemblea
non si svolgesse. Il 20 maggio è un altro giorno e si vedrà.