05/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



L'opposizione organizza una riunione generale per il 20 maggio. La prima alla luce del sole
  Marta Roque
La Asemblea para promover la sociedad civil, l’insieme dei gruppi di opposizione anticastrista, ha fatto sapere di voler organizzare una grande riunione generale, all'Havana il prossimo 20 di maggio.
Tutti i membri dell’Assemblea, che include circa 300 organizzazioni della società civile cubana, sono stati mobilitati, consapevoli anche dei grandi rischi ai quali vanno incontro. Intanto il movimento accusa il governo di Cuba di provocare pressioni sugli appartenenti ai differenti gruppi per cercare di sabotare questo evento.
 
Lo scopo della riunione. Su internet il tam tam prosegue ormai da giorni. La data pare essere ormai certa, il 20 maggio. Anche il luogo è stato scelto: a 20 chilometri dalla capitale cubana in un’area aperta in prossimità della casa del famoso dissidente Fidel Castro fuma pensierosoFelix Bogne. Lo scopo della riunione generale? Discutere tutti insieme, cinquecento persone fra delegati e invitati anche internazionali, del lavoro da fare in futuro, per il futuro di Cuba. “Nonostante i rischi che corriamo per la repressione del sistema, riteniamo necessario compiere questo atto fortemente dimostrativo, che sarebbe un segnale nella storia di questa sanguinaria dittatura”, fanno sapere nel comunicato ufficiale, che nella sicurezza con la quale è scritto lascia trasparire anche una richiesta di aiuto: “E' per questo che richiediamo anche l’appoggio internazionale, per questa importante manifestazione che rappresenta la dignità del popolo cubano”. Addirittura, fa sapere la Roque che de la Asemblea è il massimo dirigente, potrebbe esserci la presenza di esponenti internazionali e parlamentari europei, come Marco Pannella e della Fondazione Nazionale Cubano Americana che sta facendo di tutto per di ottenere i vari permessi per arrivare a Cuba.
 
Le pressioni governative. Marta Beatriz Roque, ha detto anche, nelle mille interviste rilasciate nei giorni scorsi ai quotidiani di tutto il mondo, che nell’ultima settimana le forze di polizia di Cuba hanno esercitato fortissime pressioni nei confronti degli associati in tutto il Paese. “A partire dal momento in cui si sono cominciate a riunire le varie commissioni in tutta la nazione, la polizia ha iniziato ad osteggiarci in ogni modo, anche con arresti”. Sempre secondo la Roque, circa una quindicina di organizzazioni hanno deciso, in seguito alle intimidazioni, di non partecipare più alla riunione.
Fidel Castro, dalla televisione nazionale ha praticamente minimizzato l’accaduto, definendo "traditori e mercenari" tutti quelli che lottano contro il regime di Fidel Castro che da decenni soffoca Cuba.
 
L’assemblea. Asemblea para promover la sociedad civil è un organismo che Il simbolo della manifestazioneraggruppa un numero considerevole, circa 300, di organizzazioni anticastriste. Promuove, secondo il suo statuto, la formazione della cultura sulla democrazia,  la comunicazione fra i vari gruppi che la compongono, in modo da raggiungere il maggior numero di persone della società civile, anche internazionale.
Ma ha anche altri scopi, l’Asemblea. Innanzitutto si prefigge di combattere la povertà, e migliorare sensibilmente le condizioni di vita dell’intera comunità. Con quali mezzi però non si capisce.
 
Donne in bianco. Non è la prima volta che a Cuba si vedono delle manifestazioni “pubbliche” contro Fidel Castro. Nel mese di marzo del 2005 un’associazione composta da madri mogli e figlie di dissidenti incarcerati, le famose Damas de Blanco sfilò pacificamente per le strade dell’Havana, per chiedere la liberazione dei loro cari, peraltro senza subire nessuna conseguenza.  Ma c’è un altro precedente. Nel 1996 cercarono di riunirsi sotto il nome “Concilio Cubano” ma anche allora il regime di Fidel Castro fece di tutto, e ci riuscì, per fare in modo che l’assemblea non si svolgesse. Il 20 maggio è un altro giorno e si vedrà.
 

Alessandro Grandi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità