24/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'ex procuratore per i crimini di guerra avrebbe autorizzato la distruzione di documenti ed effetti personali dei musulmani massacrati a Srebrenica

Le Donne di Srebrenica hanno avviato una raccolta di firme per mettere sotto accusa Carla Del Ponte, il magistrato svizzero ex procuratore capo del Tribunale penale dell'Aja (Tpi), che avrebbe autorizzato la distruzione di documenti ed effetti personali appartenenti alle vittime del massacro di Srebrenica compiuto nel luglio del 1995 ad opera dei militari guidati da Ratko Mladic e Radovan Karadzic. Secondo quanto riferito dai media a Sarajevo, Carla Del Ponte avrebbe firmato un decreto che autorizzava la distruzione di più di mille documenti e oggetti personali delle vittime di Srebrenica. Con un comunicato ufficiale le Donne di Srebrenica hanno annunciato l'iniziativa affinché Del Ponte venga messa alla sbarra :"Hanno distrutto i nostri ricordi e la nostra memoria, e Carla Del Ponte deve rispondere per questo", si legge nel comunicato rilanciato dai media di Sarajevo e di Belgrado. Le donne bosniache denunciano la superficialità con cui Del Ponte avrebbe autorizzato la distruzione di quegli oggetti senza preventivamente contattare le famiglie. Serge Brammertz, l'attuale procuratore capo del Tpi ha confermato che nel maggio dello scorso anno un migliaio di documenti e altri oggetti personali recuperati dalle fosse comuni intorno a Srebrenica sono stati distrutti all'Aja. Si tratterebbe, secondo la procura, di una procedura standard vista l'impossibilità di archiviare tutto il materiale reperito. 

La settimana scorsa Carla del Ponte era stata oggetto di un'altra vicenda legata al Tribunale che avrebbe nominato un amicus curiae per indagare sui metodi investigativi utilizzati dall'ex procuratore durante il suo mandato.