23/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



A due mesi dalle elezioni parlamentari, una fiction sui Fratelli Musulmani rende incandescente il clima politico in Egitto.
La principale forza di opposizione, ufficialmente illegale ma tollerata dalle autorità, sostiene che la serie Tv è un subdolo attacco in vista dell'appuntamento con le urne del prossimo ottobre. Gli autori invece lo negano.
I Fratelli Musulmani non possono presentarsi come partito alle elezioni, ma diversi suoi esponenti sono stati eletti in Parlamento dopo essersi candidati come indipendenti.

La fiction, di cui sono andate finora in onda 12 puntate, racconta di un agente di polizia che alla fine degli anni Venti del secolo scorso, quando il gruppo fu fondato, indaga sui suoi leader.
Il padre fondatore del movimento, Hassan al-Banna, che per molti è una figura leggendaria, viene dipinto come un uomo infido e assetato di potere.
L'enfasi sulla vicenda è accentuata dal fatto che il serial è stato messo in onda durante il mese islamico del Ramadan, quando le famiglie si ritrovano per consumare insieme il pasto serale dopo il digiuno e uno dei periodi dell'anno in cui gli ascolti televisivi sono tra i più alti.

"Gli autori vogliono semplicemente distruggerci", dice Mohsan Rady, un deputato appartenente ai Fratelli Musulmani. Altri esponenti del gruppo sostengono che la serie Tv è piena di errori fattuali.