17/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La moneta che ha attraversato secoli di storia e tradizione ha un costo di produzione eccessivo

Il Parlamento russo manderà in pensione il copeco in autunno, accogliendo la richiesta della banca centrale. Produrlo costa troppo, più del suo valore, ed è ormai diventato così insignificante che nei negozi nessuno reclama gli spiccioli.
Un copeco equivale a un centesimo di rublo, ovvero 0,0025 centesimi di euro. Per arrivare ad un euro occorrono 3900 copechi. Per realizzare una moneta da un copeco se ne spendono 72.

Il copeco è molto più di una semplice moneta: protagonista di decine di proverbi, icona dell'immaginario russo, si porterà via una parte della storia del Paese. Nato nel 1535 con la riforma monetaria della madre di Ivan il terribile, divenne il simbolo dell'unificazione dei vari territori russi intorno a Mosca in uno spazio monetario unico. La parola copeco deriva dal russo kopjò che indica una lancia. Questo perché le prime monete da una copeca recavano lo stemma di Mosca: San Giorgio che trafiggeva il drago con una lancia. Dal 1540 in poi il santo indossava una corona per rappresentare Ivan il terribile.

I russi hanno fatto i conti con i copechi per cinque secoli, sino alla liberalizzione selvaggia dei prezzi nel 1992: prima, una moneta da tre centesimi equivaleva a una corsa in tram, e con dieci copechi si poteva acquistare un pacchetto di sigarette papirosè. Oggi i prezzi sono ben altri, come suggerisce il nome di una catena di supermercati russi dai prezzi stracciati Copeikà.
Dopo aver vissuto nei racconti di Dostoievski, Cechov, Turghienev, il copeco lascia per sempre la sua Russia. E gli unici a gioirne saranno i numismatici.

Parole chiave: Russia, copeco
Categoria: Costume
Luogo: Russia