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Un rapporto del 30 luglio scorso dell'European Police Office (Europol), pubblicato sul sito del coordinamento delle polizie del Vecchio Continente nato nel 1999 e con sede all'Aja in Olanda, denuncia l'emergere di una rete criminale sempre più strutturata di bande di motociclisti nell'Europa sudorientale.
Dopo anni di oblio, ecco che dal documento emergono nomi suggestivi legati a un passato immortalato da libri e film. Nomi come Hell's Angels o Banditos sembrano più legati a un immaginario ormai perduto che non alla stretta attualità criminale. Non secondo gli investigatori europei.
Il fenomeno delle gang di motociclisti nasce negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra, dalla California a tutto il Paese, con la nascita dei quattro gruppi storici e più numerosi: Hells Angels, Banditos, Mongols e Outlaws. Nel 1965 un rapporto del Procuratore Generale della California li bolla come organizzazione criminale mentre le associazioni regolari dei motociclisti Usa tendono a definirli un fenomeno marginale, pari all'1 percento del movimento. Da quel momento il simbolo 1%, all'interno di un rombo, diventa un tatuaggio distintivo dei membri della bande. La loro ascesa conosce una battuta d'arresto nel 1969. I Rolling Stones affidano agli Hell's Angels la gestione dell'ordine pubblico dell'Altamont Free Festival, ma ci scappa il morto. Alan Passaro uccide Meredith Hunter, uno spettatore che si era mostrato aggressivo. Il movimento conosce un momento di crisi, anche per la contrapposizione con il movimento pacifista statunitense contro la guerra in Vietnam. Sarà il grande poeta Allen Ginsberg a trattare la pace con Ralph Sonny Berger, leader storico del movimento dei motociclisti.
Di quell'epopea restano i film, come Il Selvaggio con Marlon Brando e Easy Rider di Dennis Hopper, oltre al libro capolavoro Hell's Angels del giornalista Hunter Stockton Thompson.
Per il resto, il movimento - anche a causa di una serie di fughe da parte di ricercati negli Usa - si diffonde in Europa e in particolare in Scandinavia. Fino a quella che viene ricordata come la Grande Guerra Biker del Nord, tra il 1994 e il 1997. Hell's Angels e Banditos si affrontano in un conflitto che lascia una scia di sangue: undici morti, 74 tentati omicidi e più di 90 ferimenti. La pace viene sancita, nel 1997, davanti alle telecamere della televisione di Stato danese. Europol, però, ritiene che il fenomeno abbia fatto proseliti nell'Europa dell'Est.
''Hell's Angels e Banditos sono presenti nell'Europa sudorientale da tempo, ma particolarmente durante gli ultimi anni hanno iniziato a espandere il loro territorio, in particolare in Turchia e in Albania'', dice a PeaceReporter Soren Pedersen, portavoce di Europol. "Le bande sono implicate in tutti i tipi di crimine: estorsioni, omicidi su commissione, rapine, frodi e truffe, riciclaggio di denaro, traffici di armi, droga ed esseri umani nel giro della prostituzione. Gli Hell's Angels, in particolare, sono coinvolti nel giro che conta del traffico di cocaina, marijuana e metamfetamine. La rotta balcanica dei traffici illeciti ha in Turchia un nodo cruciale e i motociclisti si stanno inserendo sempre più nel giro''.
Che legami ci sono tra queste bande e i poteri locali?
Hanno stabilito un'influenza crescente nell'area, stringendo relazioni con bande locali e in tutti gli ambiti di paesi come l'Albania, la Bulgaria, la Macedonia oltre a stabilire teste di ponte in Turchia. Il canale privilegiato è stato quello di membri di origine turca dei chapter (le unità singole ndr) degli Hell's Angels in Germania. Non sono entrati in modo soft, ma con estrema violenza, spazzando via chi si opponeva. Ma ormai ci sono.
In alcuni casi hanno anche dato vita ad attività di copertura che servono per riciclare il denaro. Hanno appoggi influenti, con i quali rallentano la magistratura locale e ottengono da alcuni media un gioco di sponda, per dare di loro un'immagine positiva.
Di quante persone si parla?
Difficile dirlo. Il numero dei componenti di una banda varia da gruppo a gruppo. Si passa da sei, massimo otto persone, fino a gruppi di venti. Ma grandi bande, come gli Hell's Angels, hanno migliaia di adepti in tutto il mondo e, nell'Europa sudorientale, si contano almeno 60 gruppi attivi.
Avete nel mirino delle vostre indagini solo i componenti o anche gli appoggi politici e nelle forze dell'ordine locali dei quali le gang godono?
A questa domanda non posso rispondere, perché le indagini sono in corso. Quello che posso dire è che Europol, forte dell'esperienza specifica che nell'Europa del Nord si è sviluppata attorno a questo tema, sta offrendo strumenti di lotta alle polizie dei paesi interessati.
Christian Elia