12/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Un tribunale croato ha approvato l'estradizione per un fuggitivo serbo ritenuto colpevole dell'assassinio dell'ex primo ministro

Una corte croata ha ritenuto legittima la richiesta di estradizione fatta dalla Serbia per Srecko Kalinic, un fuggitivo condannato a trent'anni di carcere perché ritenuto uno dei cospiratori della morte di Djindjic, l'ex primo ministro della Serbia.

Kalinic che possiede la doppia cittadinanza serba e croata, è stato arrestato a giugno in Croazia, a Zagabria, dopo una latitanza di sette anni. Il fuggitivo ha tre giorni per fare ricorso contro la decisione che spetta, in ultima istanza, al ministro della Giustizia croato.

A fine giugno Serbia e Croazia hanno firmato un accordo in base al quale è ammessa l'estradizione tra i due paesi nel caso ci siano cittadini condannati per crimine organizzato. Nel caso in cui Kalinic venisse estradato sarebbe il primo caso di applicazione delle norme di questo trattato.

Djindjic, oppositore del regime di Milosevic, venne assassinato dal cecchino Zvezdan Jovanovic nel marzo del 2003 mentre scendeva dalla propria auto all'interno del cortile del parlamento serbo a Belgrado. Jovanovic è stato condannato a quarant'anni di carcere assieme all'ideatore dell'omicidio, Milorad Ulemek detto Legija, il legionario. Il novembre scorso la corte suprema croata ha confermato la sentenza di condanna per i responsabili della morte di Djindjic.

Parole chiave: Croazia, estradizione, Djindjic
Categoria: Diritti, Popoli, Storia
Luogo: Croazia